Un uomo di 63 anni, John Butch, è stato arrestato con l’accusa di incendio doloso dopo essersi dato fuoco nella lobby di un edificio di Lower Manhattan che ospita uffici di Google e della NYPD Internal Affairs Bureau. L’episodio, avvenuto venerdì pomeriggio intorno alle 15:00, ha scosso uno dei quartieri più trafficati e sorvegliati di New York. Secondo la polizia, Butch avrebbe utilizzato un “lighter accelerant”, un accelerante combinato con un accendino, per appiccare le fiamme su sé stesso all’ingresso del palazzo di Hudson Street, vicino a Vandam Street.
Immediatamente dopo l’auto‑immolazione, diverse persone hanno chiamato il 911 e i soccorritori hanno trasportato l’uomo al Weill Cornell Medical Center, dove è stato ricoverato in condizioni stabili e sottoposto a cure per ustioni.
La NYPD ha confermato che Butch non è un dipendente del dipartimento, smentendo le prime speculazioni circolate sui social. L’edificio, secondo dati del Commercial Observer, ospita oltre 410.000 piedi quadrati di uffici Google, rendendolo uno dei principali hub dell’azienda nella città. In una nota diffusa poche ore dopo l’incidente, un portavoce di Google ha dichiarato: “Siamo a conoscenza dell’episodio avvenuto nella lobby del 315 Hudson, un edificio che condividiamo con altri inquilini. L’individuo sembrava voler accedere allo spazio di un altro tenant.
Restiamo in stretto contatto con le autorità e siamo grati ai primi soccorritori.” Butch è stato formalmente accusato di criminal mischief, arson e reckless endangerment, tre capi d’imputazione che riflettono la gravità dell’atto e il rischio creato per le persone presenti nell’edificio. Le motivazioni del gesto non sono state rese note, e la polizia non ha fornito dettagli su eventuali precedenti o segnalazioni legate all’uomo.





