Di fronte a rischi così grandi la politica torni a discutere e scegliere. Coinvolgere le persone nella complessità delle decisioni e su queste abbiamo la bussola di Papa Francesco e Papa Leone
Ci sono momenti nei quali la politica è chiamata a fare un passo avanti. Non mancano mai polemiche, contrapposizioni, dispute tra maggioranze e opposizioni. Il problema è capire se, mentre la politica discute di sé stessa, il mondo reale stia ponendo domande alle quali nessuno può più sottrarsi
Famiglie, imprese e cittadini hanno davanti tre grandi questioni che riguardano già il presente e soprattutto i rischi del futuro: il cambiamento climatico, la trasformazione finanziaria e tecnologica dell’economia, le guerre che stanno destabilizzando il mondo.
Sono emergenze diverse, ma profondamente collegate. E tutte incidono direttamente sulla vita quotidiana e psicologica dei cittadini, che si interrogano sul loro futuro. Il disorientamento di chi teme per il domani sempre più incerto e pericoloso.
Estati più torride, roghi e siccità
Il clima, innanzitutto che sarà sempre più instabile. Dobbiamo con realismo prepararci a estati sempre più torride, a fenomeni meteorologici estremi e al rischio crescente della siccità. Non è più soltanto una questione per scienziati o ambientalisti: riguarda l’acqua, l’agricoltura, le imprese, la salute e la vita quotidiana delle famiglie.
La crisi climatica è dunque una questione economica e sociale, di grandi migrazioni, di città che diventano invivibili, di roghi che minacciano l’eco sistema. Il clima è diventato un grande inevitabile tema politico.
La tecnologia corre e ci sfida
Poi c’è la grande trasformazione tecnologica. Intelligenza artificiale, robotica e piattaforme digitali stanno producendo una rivoluzione di proporzioni enormi. Ma accanto alle opportunità esiste una domanda che la politica non può eludere: chi beneficerà di questa rivoluzione e chi rischia di pagarne il prezzo?
I numeri sono impressionanti e devono essere ben presenti a chi fa politica. Mentre le grandi società tecnologiche producono profitti enormi, negli Stati Uniti – ma anche in Europa – la quota della ricchezza destinata ai salari è scesa al 52,9%, il livello più basso dal 1947. E oggi c’è chi propone con realismo, che sarebbe giusto tassare i produttori di robot e non i lavoratori
I conflitti, vittime e incertezze
C’è il grande terrificate capitolo dei conflitti. Per le tante vittime innocenti. Per la distruzione di città villaggi, per gli ulteriori danni causati all’ambiente, per l’uso di tecnologie informatiche che sono impersonali e micidiali. Come tutti si avverte il vuoto della diplomazia e l’affermarsi della forza, dell’arbitrio sul diritto. La sensazione confermata quotidianamente che le guerre siano diventate inarrestabili, che ad alimentarle ci sono interessi economici colossali a discapito di tutto ciò che è umano. Nei cittadini di buona volontà di erge così un sentimento morale e di crescente indignazione che la politica deve saper raccogliere. Bisogna che si torni a riaffermare con forza le ragioni del dialogo. Che le economie tornino ad essere legate allo sviluppo e al lavoro. Che la sicurezza personale sia garantita ad ogni persona, soprattutto gli anziani.
Ciò che interessa si cittadini
Siamo quindi al nocciolo del nostro ragionamento. Alle famiglie e alle imprese interessa il costo della vita. sapere come sarà il clima del futuro. Avere una idea su che lavoro avranno i propri figli. Interessa capire se l’intelligenza artificiale sarà uno strumento al servizio dell’uomo o un meccanismo di concentrazione della ricchezza. Se il diritto prevarrà sull’arbitrio della forza e se la diplomazia tornerà in campo per far dialogare nazioni e popoli.
La politica sia decisiva
Destra e sinistra, Governo e opposizione, maggioranza e minoranza: tutti i partiti possono misurarsi con queste questioni.
Giusto discutere di leadership, candidature, alleanze e posizionamenti. Sono temi legittimi, ma non possono diventare il centro permanente della politica. I partiti devono tornare a essere luoghi veri di discussione, elaborazione e responsabilità. Non soltanto strumenti per conquistare il potere, ma comunità capaci di capire il mondo e indicare scelte.
Devono coinvolgere le persone nella complessità delle decisioni. E le persone chiedono di capire ed essere presenti e protagonisti delle scelte.
La bussola di Papa Francesco è Papa Leone
Sui grandi temi la politica può trovare e contare su una bussola certa. La riflessione della Chiesa.
Papa Francesco aveva posto al centro del suo magistero la denuncia della guerra, delle disuguaglianze, della cultura dello scarto e della devastazione dell’ambiente. Papa Leone XIV ha raccolto e sviluppato questa riflessione, affrontando direttamente le nuove questioni della tecnologia, dell’intelligenza artificiale, della finanza e della guerra, richiamando la centralità della persona e della dignità del lavoro.
Le scelte da compiere oggi
Il futuro si presenta molto più complesso, inedito e rischioso. Come tutte le cose umane gli eventi non accadranno semplicemente ma saranno il risultato delle scelte che dovemmo saper compiere già oggi.





