Il capitolo settimo della “Esortazione Apostolica PostSinodale “Amoris Laetitia” del Santo Padre Francesco è intitolato “Rafforzare l’educazione dei figli”. Nei sottocapitoli dal 267 al 273 affronta, infatti, tematiche molto sensibili sulla crescita giornaliera dei figli e sugli accadimenti della vita quotidiana nei rapporti con i genitori e la società.
“Padri, non esasperate i vostri figli”
Non è difficile oltrepassare quei limiti oltre i quali il rapporto ‘genitori-figli’ potrebbe, inavvertitamente, essere turbato da metodi bruschi, anche a seguito di circostanze particolari o di grave pericolo in atto. Papa Francesco sostiene che: “Un bambino corretto con amore si sente considerato, percepisce che è qualcuno, avverte che i suoi genitori riconoscono le sue potenzialità. Questo non richiede che i genitori siano immacolati, ma che sappiano riconoscere con umiltà i propri limiti e mostrino il loro personale sforzo di essere migliori. Ma una testimonianza di cui i figli hanno bisogno da parte dei genitori è che non si lascino trasportare dall’ira. Il figlio che commette una cattiva azione, deve essere corretto, ma mai come un nemico o come uno su cui si scarica la propria aggressività.”
Libertà – Educazione morale – Sanzione
Sono valori fondamentali da saper ben bilanciare per una crescita sana ed equilibrata dei figli. Sono metodi comportamentali che i genitori sono costretti a ‘inventarsi sul campo’. Far crescere i figli in ‘libertà’, somministrando loro ‘educazione morale’ e, all’occorrenza, ‘sanzione come stimolo’ perché possano riconoscere le cattive azioni e il pentimento; la ‘correzione’ da parte del genitore andrebbe esercitata con amorevole pazienza, tale da farne suscitare nella prole stupore e apprezzamento per il giusto dosaggio di quella ‘disciplina costruttiva’. Bisogna trovare la forza di non far trasparire eventuali momenti d’ira che possano far indebolire il ‘rapporto fiduciario’ del figlio/a per “alcune azioni cattive legate alle fragilità e ai limiti propri dell’età”.
Paziente realismo – Formazione etica –
Nei sottocapitoli 271, 272 e 273 Papa Francesco suggerisce ai genitori un approccio educativo e morale verso i figli che tenga conto di tanti fattori. tra cui, in particolare, l’età e le capacità di apprendimento. Afferma che “L’educazione morale implica chiedere a un bambino o a una giovane solo quelle cose che non rappresentino per lui un sacrificio sproporzionato; esigere solo quella dose di sforzo che non provochi risentimento o azioni puramente forzate. Propone di procedere a “piccoli passi che possano essere compresi, accettati e apprezzati, e comportino una rinuncia proporzionata. Diversamente, per chiedere troppo, non si ottiene nulla.
La persona, appena potrà liberarsi dell’autorità, probabilmente smetterà di agire bene.” Fa notare che carenze affettive, delusioni e esperienze di abbandono possono essere causa di una cattiva immagine dei genitori e conseguente disprezzo. Asserisce che “Si proiettano sui valori etici le immagini distorte delle figure del padre e della padre, o le debolezze degli adulti.” Mette in luce come, spesso, “…le resistenze dei giovani sono molto legate a esperienze negative; bisogna aiutarli a percorrere una via di guarigione di questo mondo interiore ferito, così che possano accedere alla comprensione e alla riconciliazione con le persone e con la società.”
No a metodologie rigide e immutabili per i valori
Nel sottocapitolo 273 il Santo Padre suggerisce che: “Quando si propongono i valori, bisogna procedere a poco a poco, progredire in modi diversi a seconda dell’età e delle possibilità concrete delle persone, senza pretendere di applicare metodologie rigide e immutabili.” Consiglia di ricorrere al contributo prezioso della psicologia e delle scienze dell’educazione che dimostrano come l’acquisizione di cambiamenti di comportamenti abbia bisogno di un processo graduale.
La libertà tra atto “volontario” e atto “libero”
Il Santo Padre evidenzia che: “…la libertà ha bisogno di essere incanalata e stimolata, perché abbandonata a sé stessa non può garantire la propria maturazione. La libertà situata, reale, è limitata e condizionata. Non è una pura capacità di scegliere il bene con tale spontaneità. Non sempre si distingue adeguatamente tra atto “volontario” e atto “libero”. Passioni irresistibili o cattive educazioni, tra le quali cita le dipendenze da sostanze stupefacenti, alterano la libertà da atto “libero” a atto “volontario”, dipendente dallo stato compulsivo della sostanza. Il Santo Padre suggerisce, quindi, che, in questa fattispecie, si “Ha bisogno dell’aiuto degli altri e di un percorso educativo.”





