Un tribunale dell’isola indonesiana di Bali ha condannato giovedì a un anno di carcere il turista svizzero Luzian Andrin Zgraggen, 26 anni, giudicato colpevole di aver insultato il Nyepi, il Giorno del Silenzio, una delle più sacre osservanze dell’induismo balinese. Secondo la sentenza del Tribunale distrettuale di Denpasar, Zgraggen ha violato il nuovo codice penale indonesiano pubblicando sui social messaggi e video in cui si vantava di aver ignorato le rigide restrizioni previste durante la festività. Il Nyepi, che cade ogni anno a marzo, impone a residenti e visitatori di restare in casa, mantenere il silenzio e dedicarsi alla meditazione: l’aeroporto chiude, le strade si svuotano e persino la connessione internet viene sospesa.
Il giudice Tjokorda Putra Budi Pastima ha dichiarato che il comportamento del turista “ha offeso il popolo balinese, ferito la loro fede e provocato indignazione pubblica”. Secondo la Corte, Zgraggen era stato informato delle regole dal personale della villa in cui alloggiava, ma aveva comunque deciso di uscire, camminare fino alla spiaggia e filmarsi mentre violava le restrizioni. In uno dei video, definiva la tradizione “folle”, accompagnando il commento con un insulto.
Le clip sono state ampiamente condivise sui social, scatenando critiche da parte dei residenti e spingendo le autorità a rintracciarlo. È stato arrestato in una villa a Legian, vicino alla popolare Kuta Beach, dopo numerose segnalazioni. Durante il processo, iniziato a giugno, Zgraggen ha sostenuto di non aver voluto insultare la comunità balinese, spiegando di essere “affamato e frustrato” perché non riusciva a procurarsi cibo durante il giorno di chiusura totale. Ha aggiunto di non aver compreso pienamente l’estensione delle restrizioni. “Mi pento profondamente, chiedo scusa al popolo balinese”, ha dichiarato nella sua arringa.





