Economia, fisco, Ucraina, difesa europea e futuro delle alleanze nel Centrodestra. Giorgia Meloni ha affrontato questi temi in un’intervista pubblicata sul ‘Foglio’, a quattro anni dall’avvio del Governo. L’occasione giusta quindi per il Presidente del Consiglio di rivendicare i risultati raggiunti sul lavoro e sulle tasse, riconoscere i problemi ancora aperti sulla crescita e confermare la linea a sostegno di Kiev. Sul quadro economico Meloni ha affrontato anzitutto il tema dell’occupazione e ha rivendicato l’aumento degli occupati rispetto al 2022. Ha ricordato oltre un milione di posti di lavoro in più e circa 1,3 milioni di contratti a tempo indeterminato dall’insediamento dell’esecutivo.
Il Premier ha però riconosciuto i limiti che ancora frenano l’economia italiana. Ha richiamato la bassa crescita, la produttività, gli investimenti nell’innovazione e nel capitale umano e il costo dell’energia. Nel complesso ha espresso una valutazione positiva del percorso compiuto e ha sostenuto che il Paese si trova oggi in una condizione migliore rispetto a quattro anni fa.
“Si sono ridotte le tasse”
Meloni ha affrontato anche il nodo della pressione fiscale e ha respinto una lettura basata soltanto sull’andamento dell’indice complessivo: «L’indice della pressione fiscale in questi anni non si è ridotto ma si sono ridotte le tasse che pagano imprese, lavoratori e famiglie, ed è questa la cosa che conta». Il Primo Ministro ha citato il caso di un dipendente con un reddito annuo di 26mila euro e ha indicato un beneficio compreso tra 1.200 e 2.400 euro l’anno grazie agli interventi del Governo. Ha richiamato inoltre le misure per le madri lavoratrici e l’estensione della flat tax agli autonomi.
Sulla crescita ha prospettato per il 2026 un dato intorno all’1%, in linea o superiore alla media dell’area euro, ma ha riconosciuto la necessità di intervenire sui fattori strutturali che limitano il potenziale del Paese.
Energia
Tra i punti critici Meloni ha affrontato il capitolo dell’energia e ha riconosciuto il peso dei costi sulla competitività delle aziende italiane. E in questo caso ha richiamato il ruolo delle fonti rinnovabili, la prospettiva del nucleare di nuova generazione e l’esigenza di rafforzare le infrastrutture. Ha indicato come obiettivi una maggiore autonomia energetica e una riduzione dei costi per imprese e famiglie.
Ucraina
Sulla politica estera Meloni ha affrontato il tema dell’Ucraina e ha confermato la posizione assunta dall’Italia dall’inizio del conflitto. Ha rivendicato il sostegno a Kiev e ha attribuito alla resistenza ucraina anche un effetto sul dibattito politico europeo: «Sì: l’incredibile resistenza ucraina ha fatto riscoprire a molti europei il senso dell’identità e del patriottismo». Il Premier ha affrontato inoltre il tema delle spese per la difesa e ha sostenuto la necessità di garantire strumenti adeguati per la sicurezza dei confini e dei cittadini. Ha richiamato, in questo quadro, anche il ruolo dell’Europa e della Nato.
Futuro Nazionale
Sul futuro del Centrodestra Meloni ha affrontato il rapporto con Futuro nazionale e ha fissato un confine sulle possibili alleanze. Ha escluso che il calcolo elettorale possa determinare un cambio di posizione sull’Ucraina: «Non sono certamente disposta a fare il contrario di quello che ho fatto finora, o di quello in cui credo, per calcolo politico o elettorale. Sono una persona seria, e non sono buona per tutte le stagioni», ha chiarito. Il Presidente ha quindi rivendicato la coerenza della linea seguita e ha posto il sostegno a Kiev tra i criteri destinati a pesare nella definizione dei futuri rapporti politici.
“Orgogliosa di aver difeso la Nazione”
Nel bilancio dei quattro anni di Governo Meloni ha affrontato infine il tema dei risultati politici raggiunti e ha indicato nella difesa della Nazione uno degli elementi centrali della legislatura. Ha richiamato la tutela dei risparmi, il controllo dei confini e gli interventi a favore di imprese, famiglie e lavoratori. Ha riconosciuto che non tutti gli obiettivi del programma sono stati completati, ma ha rivendicato la direzione impressa all’azione dell’esecutivo: «È questo il più grande motivo di orgoglio».
Tenere la barra dritta
Intanto ieri, nel videomessaggio inviato alla festa nazionale dell’Udc a Roma, Meloni ha richiamato le sfide che attendono l’esecutivo e ha assicurato continuità nell’azione di Governo: «Abbiamo ancora moltissimo da fare e chiaramente le sfide che questo tempo ci sta mettendo di fronte sono particolarmente complesse, ma gli italiani devono sapere che c’è un Governo che rimane ogni giorno al lavoro per dare risposte, che c’è un governo che tiene la barra dritta, che c’è un Governo che non ha paura, che c’è un governo che non scappa». Il Presidente del Consiglio ha poi sottolineato la tenuta della coalizione e il ruolo delle forze che da oltre trent’anni compongono il centrodestra: «Devono sapere anche che lo stiamo facendo insieme, insieme a tutte le forze che da oltre 30 anni sono i pilastri del centrodestra, che del centrodestra rappresentano la sua ricchezza più grande».





