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Vergarolla, Meloni a 80 anni dalla strage: “Crimine ancora impunito, la verità è la via per la giustizia”

martedì, 18 Agosto 2026
2 minuti di lettura

A ottant’anni dalla strage di Vergarolla, Giorgia Meloni ha ricordato le vittime dell’esplosione che il 18 agosto 1946 colpì la spiaggia di Pola, definendola “la più grave e sanguinosa strage nella storia dell’Italia repubblicana”. Il Presidente del Consiglio ha richiamato la necessità di arrivare alla verità su un eccidio rimasto senza responsabili e ha ribadito l’impegno del Governo per conservare la memoria delle vicende del confine orientale.

Oggi l’Italia onora la memoria dei connazionali uccisi il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Vergarolla”, ha affermato il Premier nel messaggio per l’ottantesimo anniversario. Meloni ha parlato di “una carneficina caduta nell’oblio per decenni” e restituita alla memoria collettiva grazie all’impegno della comunità italiana di Pola, degli esuli, dei loro discendenti e delle associazioni.

“Un crimine impunito”

Al centro del messaggio del Presidente del Consiglio resta la mancata individuazione dei responsabili. “Quello che è successo ottant’anni fa sulla spiaggia di Pola rappresenta ancora oggi un crimine impunito”, ha sottolineato. Nell’esplosione morirono decine di civili, tra uomini, donne e bambini, presenti sulla spiaggia per assistere a una manifestazione sportiva. “Mai accertati gli autori, individuati i mandanti, chiarite le finalità”, ha ricordato Meloni, che ha indicato nella ricerca della verità il passaggio necessario per rendere giustizia alle vittime.
“Ricercare la verità rimane la via maestra per rendere pienamente giustizia alle vittime e svelare quello che, ancora oggi, non sappiamo di questa pagina buia del Novecento”, ha aggiunto.

La strage e l’esodo da Pola

Il Primo Ministro ha inserito l’eccidio nel contesto delle violenze che segnarono quel periodo storico e che ebbero conseguenze sulla comunità italiana della città istriana. “Ciò che è certo è che l’eccidio di Vergarolla segnò uno dei momenti più drammatici di quella stagione di violenze”, ha affermato Meloni. Secondo il Presidente del Consiglio, la strage contribuì “in modo determinante alla decisione della maggior parte degli italiani di lasciare Pola e intraprendere la via dell’esodo”.

Il ricordo del medico Geppino Micheletti

Nel messaggio trova spazio anche la figura di Geppino Micheletti, medico dell’ospedale di Pola che prestò soccorso alle vittime della strage. Micheletti continuò a operare feriti e mutilati anche dopo aver appreso che nell’esplosione erano morti il fratello, la cognata e i suoi due figli, di 9 e 5 anni. “Dal buio abissale di quel massacro emerse la luce di un eroe”, ha dichiarato Meloni, che ha ricordato il riconoscimento attribuito al medico dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica.
Per il premier, Micheletti resta “un esempio luminoso di umanità, coraggio e abnegazione”.

“Una memoria nazionale ed europea”

Meloni ha infine assicurato che l’Esecutivo proseguirà il lavoro dedicato alla conservazione e alla trasmissione della memoria delle vicende del confine orientale. “Anche nel suo nome e in quello di tutte le vittime di Vergarolla il Governo italiano continuerà il proprio impegno a 360 gradi per custodire e tramandare il ricordo delle complesse vicende legate al confine orientale”, ha concluso.
Si tratta, nelle parole della Presidente del Consiglio, di “pagine terribili e dolorose, per troppo tempo taciute ma che oggi appartengono alla memoria nazionale ed europea”.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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