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Grano duro, Coldiretti al Masaf: “Subito 40 milioni per i contratti di filiera e più controlli sul grano estero”

Sotto accusa le importazioni di grano canadese e le pratiche commerciali sleali
mercoledì, 22 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Quaranta milioni di euro per rafforzare i contratti di filiera, controlli più rigorosi sull’origine del grano estero attraverso strumenti innovativi come risonanza magnetica, mappatura genomica e analisi isotopica, una stretta sulle pratiche commerciali sleali e un piano straordinario di investimenti per ammodernare gli stoccaggi. Sono queste le principali richieste avanzate da Coldiretti al tavolo della filiera del grano duro convocato oggi al Masaf, per affrontare una crisi che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di migliaia di aziende agricole italiane e la competitività dell’intero comparto.

Il crollo delle quotazioni

Alla base dell’emergenza c’è il crollo delle quotazioni del grano duro. In appena due anni, evidenzia Coldiretti, il prezzo è sceso da circa 35 euro al quintale agli attuali 27 euro, livelli inferiori ai costi di produzione, mentre pasta e pane continuano a mantenere prezzi elevati sugli scaffali. Una situazione che scarica il peso della crisi esclusivamente sugli agricoltori, costretti a produrre in perdita. Emblematica la situazione della Sicilia, dove per il nuovo raccolto si registrano offerte di acquisto fino a 19 euro al quintale.

Frodi e import

Secondo Coldiretti, sul mercato pesano anche le frodi sull’origine del prodotto, i tentativi di aggirare il sistema di trasparenza garantito dalla Commissione Unica Nazionale (Cun) attraverso listini alternativi e le distorsioni provocate dall’aumento delle importazioni durante la campagna di raccolta.
Particolarmente significativo il caso del grano canadese: a maggio gli arrivi sono aumentati del 55% rispetto allo stesso mese del 2025, dopo il balzo del 200% registrato ad aprile, secondo l’analisi Coldiretti su dati Eurostat. Un incremento che coincide con l’avvio della raccolta nazionale e contribuisce a deprimere ulteriormente i prezzi riconosciuti ai cerealicoltori italiani.

L’utilizzo del glifosate

L’organizzazione agricola torna inoltre a denunciare l’utilizzo del glifosate in preraccolta sul grano canadese, pratica vietata agli agricoltori italiani ed europei, ritenendola una forma di concorrenza sleale che viola il principio di reciprocità. Per sostenere il comparto, Coldiretti chiede lo stanziamento immediato di 40 milioni di euro dal fondo previsto dal disegno di legge Coltiva Italia, vincolando le risorse all’utilizzo del prezzo della Cun come riferimento nei contratti di filiera, così da garantire maggiore trasparenza e una più equa distribuzione del valore lungo la filiera.

Mancato rispetto etichettatura

Tra le priorità indicate al Ministero figurano anche il rafforzamento dei controlli contro le frodi sull’origine del grano, il traffico di prodotto estero spacciato per italiano e il mancato rispetto delle norme sull’etichettatura, oltre all’intensificazione dei controlli sulle pratiche commerciali sleali per sanzionare gli acquisti al di sotto dei costi di produzione.

La rete di stoccaggio

Un altro capitolo riguarda gli stoccaggi. Coldiretti chiede un piano straordinario di investimenti per rinnovare la rete nazionale dei centri di raccolta, considerando che oltre il 60% delle strutture ha più di quarant’anni. L’obiettivo è consentire agli agricoltori di conservare il raccolto e sottrarsi alle speculazioni che si concentrano nei periodi di mietitura, valorizzando anche il ruolo dei Consorzi Agrari d’Italia e promuovendo strumenti europei di finanziamento per gli stoccaggi strategici dei cereali.

Il coinvolgimento delle Regioni

Tra le ulteriori proposte figurano il contrasto ai conflitti di interesse all’interno della Cun, il coinvolgimento delle Regioni con misure straordinarie di sostegno ai cerealicoltori, come già avviato in Sicilia, il percorso per il riconoscimento della Dop della pasta del Sud Italia, un piano nazionale per gli invasi e l’irrigazione di precisione, oltre al rafforzamento della ricerca sul miglioramento genetico del grano duro, sulle Tecniche di evoluzione assistita (Tea) e sull’innovazione varietale, con l’obiettivo di aumentare rese, qualità e resilienza ai cambiamenti climatici.

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