Lunedì, migliaia di sostenitori del movimento giovanile “Scarafaggio” hanno marciato verso il Parlamento indiano, chiedendo le dimissioni del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan, nonostante la polizia avesse negato l’autorizzazione alla protesta. La manifestazione, partita da Jantar Mantar, ha visto studenti, professionisti e famiglie unirsi in una folla compatta che scandiva slogan contro il governo e il primo ministro Narendra Modi. Il Partito degli Scarafaggi (Cockroach Janta Party, CJP) è nato a maggio dopo che il presidente della Corte Suprema aveva paragonato alcuni giovani disoccupati agli “scarafaggi”.
L’insulto si è trasformato in un simbolo di protesta satirica, con milioni di follower sui social. Il movimento ha guadagnato forza dopo le fughe di notizie sugli esami di ammissione alle facoltà di medicina e ai concorsi pubblici, che hanno scatenato indignazione e portato alcuni studenti al suicidio. L’attivista Sonam Wangchuk, in sciopero della fame da tre settimane, aveva promesso di interrompere la protesta solo se il governo si fosse assunto la responsabilità delle carenze del sistema educativo o avesse permesso ai manifestanti di raggiungere il Parlamento.
La polizia di Delhi ha giustificato il divieto citando la necessità di mantenere l’ordine pubblico durante la sessione monsonica del Parlamento. Tuttavia, il portavoce del CJP, Saurav Das, ha annunciato un incontro con il ministro della Salute J.P. Nadda, segnale di un possibile tentativo di dialogo. Pradhan ha accusato i manifestanti di “agire contro la nazione”, mentre altri ministri hanno minimizzato la necessità di negoziati. Le proteste, sostenute da partiti di opposizione, attivisti e celebrità di Bollywood, rappresentano una sfida pubblica rara al governo nazionalista indù di Modi, accusato di reprimere il dissenso e incarcerare gli attivisti.





