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Iran sotto pressione: raid Usa e terremoto colpiscono il cuore petrolifero del Khuzestan

Iran sotto pressione: raid Usa e terremoto colpiscono il cuore petrolifero del Khuzestan

domenica, 19 Luglio 2026
1 minuto di lettura

La pressione sull’Iran aumenta su più fronti. Mentre le forze statunitensi portavano a termine l’ottava notte consecutiva di bombardamenti, un terremoto di magnitudo 5 ha colpito all’alba il Khuzestan, provincia sud-occidentale fondamentale per l’industria petrolifera della Repubblica islamica.

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha confermato la prosecuzione delle operazioni militari contro obiettivi iraniani. Il sisma ha avuto origine nell’area di Saland, con un ipocentro individuato a circa 12 chilometri di profondità.

Le prime analisi condotte attraverso immagini satellitari indicherebbero danni rilevanti, anche se il quadro complessivo resta ancora in fase di valutazione. La Mezzaluna Rossa iraniana ha mobilitato le proprie squadre per raggiungere le zone interessate e verificare le conseguenze della scossa.

Il Khuzestan rappresenta uno dei principali centri nevralgici dell’economia iraniana. Nella provincia si concentrano alcuni dei maggiori giacimenti di greggio del Paese, oltre a raffinerie, terminali portuali e infrastrutture destinate al trasporto degli idrocarburi. Tra gli impianti più importanti figurano quelli di Abadan e Bandar Imam Khomeini, città precedentemente conosciuta come Bandar Shahpur.

Ripercussioni

L’intera area è inoltre attraversata dalla rete di oleodotti che trasferisce il petrolio dai campi di estrazione verso gli scali affacciati sul Golfo Persico. Eventuali danni alle infrastrutture potrebbero quindi avere ripercussioni non soltanto sulla capacità produttiva iraniana, ma anche sui collegamenti con i principali terminali di esportazione.

Nelle stesse ore le forze aeronavali americane hanno condotto nuovi attacchi nei pressi dell’isola di Qeshm, posizione strategica situata all’ingresso dello Stretto di Hormuz. L’area rientra tra gli obiettivi colpiti nell’ultima fase dell’offensiva statunitense nel sud dell’Iran.

Secondo il Comando centrale statunitense, le operazioni sono state rivolte soprattutto contro strutture e reparti delle Guardie della rivoluzione coinvolti negli attacchi con missili balistici e droni contro una base americana in Giordania.

L’azione iraniana ha causato la morte di due militari statunitensi, le prime vittime americane della nuova fase del conflitto, mentre un altro soldato risulta disperso.

Rapida escalation

La ripresa delle ostilità sta producendo una nuova e rapida escalation. Washington ha rafforzato il proprio dispositivo militare in Medio Oriente attraverso il rischieramento di caccia F-16 e F-35, destinati a sostenere le operazioni offensive e a garantire una maggiore capacità di intervento contro le infrastrutture militari iraniane.

Gli F-16 sono velivoli multiruolo utilizzabili in differenti scenari operativi, mentre gli F-35 rappresentano la componente più avanzata della flotta americana grazie alla tecnologia stealth e ai sistemi di combattimento di quinta generazione.

Le loro capacità permettono di individuare e colpire con elevata precisione radar, centri di comando e apparati impiegati per dirigere missili e droni.
Tra gli obiettivi prioritari figurano proprio gli impianti radar utilizzati dai pasdaran per coordinare gli attacchi contro le basi americane e i Paesi del Golfo.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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