La Russia intensifica gli attacchi contro infrastrutture civili e logistiche ucraine mentre Kiev torna a chiedere agli Stati Uniti più sistemi di difesa aerea. Ieri un drone russo ha colpito una locomotiva di un treno passeggeri nella regione di Odessa, uccidendo il macchinista e il suo assistente.
A bordo vi erano 340 persone, evacuate senza altri feriti. Secondo il direttore delle ferrovie ucraine Oleksandre Pertsovsky, il convoglio stava entrando in una stazione proprio per mettere in sicurezza i passeggeri dopo un allarme droni. “Chiunque stesse pilotando quel drone non poteva ignorare che l’obiettivo fosse interamente civile”, ha denunciato Volodymyr Zelensky, parlando di una “strage sfiorata” e chiedendo “maggiore sostegno alla difesa aerea e maggiore pressione sulla Russia”.
Kiev chiede altri Patriot
In un’intervista alla CNN, Zelensky ha sostenuto che sarebbe sufficiente il 5% dell’attuale stock statunitense di intercettori Patriot per permettere all’Ucraina di superare l’inverno e il 10% per neutralizzare completamente la minaccia dei missili balistici russi. Secondo il presidente, le scorte ucraine si sono dimezzate rispetto al 2025 mentre Mosca ha raddoppiato la disponibilità mensile di missili balistici. Luglio, ha ricordato, è stato il mese più mortale per i civili ucraini dall’aprile 2022.
Zelensky ha espresso dubbi anche sulla possibilità, discussa a margine del vertice Nato di Ankara, di ottenere licenze per produrre autonomamente sistemi Patriot: i negoziati con i produttori non avrebbero ancora dato risultati concreti. Il presidente ha inoltre ribadito il rifiuto di cedere il Donbass e avvertito che, senza una sconfitta in Ucraina, Mosca potrebbe rivolgere in futuro le proprie ambizioni verso Paesi più piccoli, compresi gli Stati baltici membri della Nato.
Colpito il porto di Izmail
Nella notte le forze russe hanno attaccato anche l’area del porto di Izmail, principale hub ucraino sul Danubio per l’esportazione di cereali e altre materie prime, provocando danni e un incendio. Il portavoce dell’Aeronautica di Kiev Yuri Ignat ha accusato Mosca di voler colpire infrastrutture portuali e logistiche per esercitare pressione sull’economia ucraina. Il raid è arrivato il giorno dopo l’attacco di Kiev contro Novorossiysk, importante snodo russo sul Mar Nero.
L’offensiva ha coinvolto direttamente anche il territorio Nato. La Romania ha fatto decollare due F-16 dopo che i radar avevano individuato cinque droni nei pressi di Izmail. Secondo Bucarest, uno dei velivoli senza pilota è penetrato per circa due chilometri nello spazio aereo romeno, rimanendovi una decina di minuti. Il Consiglio Nord Atlantico ha definito le violazioni russe dello spazio aereo di Romania e Polonia “pericolose e inaccettabili”, ribadendo che l’Alleanza è pronta “a scoraggiare e a difendersi da qualsiasi aggressione”. In Crimea, intanto, cinque soccorritori sono morti a Sebastopoli nell’esplosione di una munizione rimasta inesplosa dopo un attacco ucraino, secondo il governatore filorusso Mikhail Razvozhayev.
Prigionieri nei battaglioni russi
L’intelligence ucraina sostiene inoltre che Mosca stia formando battaglioni utilizzando prigionieri di guerra ucraini. “Siamo a conoscenza di questi battaglioni, stiamo monitorando e documentando la situazione”, ha dichiarato Andriy Pasternak, responsabile del Centro per il coordinamento della ricerca e del rilascio dei prigionieri. Sul fronte diplomatico, il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha affermato che Mosca è pronta a organizzare rapidamente un incontro con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, impegnati nei negoziati sulla guerra, non appena saranno chiariti i loro programmi. Nei giorni scorsi fonti russe avevano ipotizzato una loro visita a Mosca e Kiev entro metà agosto.
Putin alle Curili, protesta del Giappone
Vladimir Putin ha intanto visitato per la prima volta Iturup, nelle Curili meridionali contese con il Giappone. Tokyo ha convocato l’ambasciatore russo Nikolai Nozdrev presentando una “forte protesta”. “I Territori del Nord sono parte integrante del territorio giapponese sia storicamente sia secondo il diritto internazionale”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi. Il viaggio è arrivato mentre Putin, parlando nell’Estremo Oriente russo, ha nuovamente minacciato rappresaglie contro le misure europee sulla “flotta ombra”, definendo “pirateria e rapina” l’eventuale sequestro e vendita di carichi russi e avvertendo che Mosca potrebbe reagire con misure speculari.





