Volodymyr Zelensky ha aperto ufficialmente una nuova fase politica in Ucraina. Il Presidente ha annunciato il rinnovo del Consiglio dei ministri, la sostituzione della Premier Yulia Svyrydenko e alcuni cambi ai vertici delle forze dell’ordine. La decisione è arrivata mentre i bombardamenti russi hanno colpito ancora Kiev e diverse regioni del Paese, con almeno undici vittime civili secondo i bilanci diffusi nelle ultime ore.
“Sono grato a Yulia per il suo lavoro chiaro, costante ed efficace in qualità di premier e per i suoi anni di servizio”, ha scritto Zelensky su X. Il Capo dello Stato ha proposto a Svyrydenko la guida di “una nuova e importante area di relazioni con un partner chiave”, senza indicare nel messaggio il nome del possibile successore alla guida del Governo.
“L’Ucraina sta cambiando la sua strategia politica”, ha spiegato il Presidente. Ogni settore prioritario della politica estera sarà affidato a una figura con esperienza specifica. Il primo dossier riguarda gli Stati Uniti e gli accordi per ottenere le licenze necessarie alla produzione dei sistemi Patriot, considerati essenziali per rafforzare la difesa aerea.
Missili balistici
Tra gli obiettivi figura anche un progetto europeo contro i missili balistici, definito da Zelensky uno dei passaggi più rilevanti per la sicurezza del continente nel prossimo decennio. Sul rapporto con l’Unione Europea, Kiev chiede progressi verso l’adesione e legami più stretti in tutti i settori. Il nuovo assetto diplomatico dovrà interessare anche i Paesi confinanti, in particolare Polonia e Ungheria, con i quali il Presidente ucraino ritiene necessaria una base diversa nei rapporti bilaterali. Un’attenzione specifica sarà riservata al Medio Oriente e alla regione del Golfo, indicati come aree promettenti per la cooperazione economica e militare.
Nel piano rientrano inoltre la Cina e le organizzazioni internazionali che incidono sulle decisioni globali. Secondo Zelensky, questi soggetti possono esercitare un ruolo maggiore per favorire la fine della guerra avviata dalla Russia.
Rafforzamento dell’azione
Il rinnovamento non si limiterà alla politica estera. Il Presidente ha chiesto un rafforzamento dell’azione nelle regioni vicine al fronte e lungo i confini, sottoposte ogni giorno agli attacchi di Mosca. Kiev punta ad aumentare le forniture di armi, con particolare attenzione ai droni, e considera la preparazione dell’inverno una priorità.
Zelensky ha sollecitato anche una trasformazione più rapida delle aziende statali, dalle quali dipende una parte della capacità di resistenza del Paese. “Abbiamo concluso che questi cambiamenti richiedono un rinnovamento del Consiglio dei ministri”, ha riferito dopo il confronto con Svyrydenko. Il riassetto coinvolgerà inoltre i vertici delle agenzie incaricate della sicurezza e dell’ordine pubblico.
L’annuncio è arrivato dopo un’altra notte di attacchi russi. Kiev ha subito nuovi bombardamenti, mentre a Sumy hanno perso la vita cinque civili. Tre persone sono morte nella regione di Dnipro, due a Odessa e una a Kherson. Bombe anche su Zaporizhzhia.
Carenza di sistemi difensivi
Zelensky ha ammesso che le forze ucraine non riescono a intercettare tutte le ondate simultanee lanciate da Mosca a causa della carenza di sistemi difensivi. Al vertice Nato di Ankara, Donald Trump ha manifestato la disponibilità a concedere all’Ucraina le licenze per i Patriot. Per Kiev, però, i tempi restano decisivi. “Dobbiamo procedere il più rapidamente possibile sugli accordi”, ha avvertito il Presidente. Sul fronte russo,gli attacchi ucraini hanno raggiunto raffinerie, terminal petroliferi e mezzi navali.
Secondo le informazioni riportate, Kiev avrebbe colpito quattordici navi nelle ultime ore, con circa novanta imbarcazioni bersagliate nell’arco di una settimana. Danni sono stati segnalati all’impianto di Omsk, il maggiore produttore di benzina del Paese, oltre che in Tatarstan e a Saratov. Incendi hanno interessato anche terminal a San Pietroburgo e Krasnodar.
Le incursioni avrebbero ridotto di quasi il 30% la capacità russa di trasformare il petrolio in carburante, con code ai distributori e difficoltà in diverse regioni. Mosca potrebbe rispondere con un aumento delle truppe al fronte o con una maggiore pressione missilistica sulle città ucraine.
Alleanza Atlantica
Un funzionario della Nato, citato dal Times, ha escluso segnali di un interesse russo per uno scontro diretto con l’Alleanza Atlantica. Le preoccupazioni riguardano soprattutto un’eventuale provocazione contro la Polonia o uno dei Paesi baltici, anche se al momento non emergerebbero elementi concreti in questa direzione. Resta fermo anche il ventunesimo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia. Gli Stati membri ne discutono dal 9 giugno, ma non hanno ancora raggiunto un’intesa. Nel Coreper sono stati registrati alcuni progressi, mentre restano da risolvere le obiezioni sollevate da diversi governi. Il dossier passerà al Consiglio Affari Esteri, con l’obiettivo di chiudere l’accordo nel più breve tempo possibile.





