”La vera vittoria non è vincere al gioco, ma conservare la libertà di scegliere la propria vita.”
Il gioco d’azzardo può apparire inizialmente come una forma di svago, ma quando diventa un bisogno incontrollabile si trasforma in una grave dipendenza comportamentale, con conseguenze devastanti sulla salute, sulla famiglia, sul lavoro e sulla stabilità economica della persona.
Oggi è fondamentale promuovere una cultura della prevenzione, affinché nessuno cada nella trappola dell’illusione di una vincita facile.
Dal punto di vista clinico, il Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) è inserito nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) tra i disturbi correlati a dipendenze e addiction, al pari delle dipendenze da sostanze. Tale classificazione riconosce che il gioco patologico produce modificazioni nei circuiti cerebrali della ricompensa, del controllo degli impulsi e della gratificazione.

In Italia il Disturbo da Gioco d’Azzardo è riconosciuto come una patologia dal Servizio Sanitario Nazionale. Negli ultimi anni la normativa nazionale ha rafforzato gli interventi di prevenzione, cura e contrasto alla diffusione del gioco patologico, prevedendo programmi di presa in carico, campagne informative e limitazioni alla pubblicità del gioco d’azzardo, nell’ambito delle misure introdotte dal cosiddetto Decreto Dignità (D.L. 87/2018, convertito nella Legge 96/2018), che ha vietato la pubblicità del gioco d’azzardo con vincite in denaro, quale importante misura di tutela della salute pubblica.
Perché una persona continua a giocare?
Molti credono che il problema sia soltanto il desiderio di vincere denaro. In realtà il meccanismo è molto più complesso.
Le piccole vincite alimentano l’illusione di poter recuperare quanto perso, rinforzando il comportamento di gioco. Si attiva così un circolo vizioso nel quale la persona continua a giocare nella speranza di recuperare le perdite, ma finisce progressivamente per perdere sempre di più.
Le ricerche scientifiche dimostrano che la dipendenza nasce dall’interazione di molteplici fattori:
- predisposizione biologica e genetica;
- alterazioni dei sistemi cerebrali della ricompensa;
- vulnerabilità psicologica;
- eventi stressanti;
- difficoltà economiche;
- fattori ambientali e sociali.
Con il tempo il gioco non rappresenta più un divertimento, ma diventa un bisogno compulsivo.
I segnali da non sottovalutare
Tra i principali indicatori del Disturbo da Gioco d’Azzardo troviamo:
- bisogno di puntare somme sempre maggiori per provare la stessa eccitazione (tolleranza);
- nervosismo, irritabilità o ansia quando si tenta di smettere (astinenza);
- ripetuti tentativi falliti di controllare o interrompere il gioco;
- pensieri costanti rivolti al gioco;
- utilizzo del gioco come fuga da problemi, stress o sofferenza emotiva;
- continue menzogne ai familiari per nascondere le perdite;
- indebitamento crescente;
- compromissione dei rapporti familiari, lavorativi e sociali.
Le conseguenze
La dipendenza da gioco d’azzardo non coinvolge soltanto chi gioca.
L’intero nucleo familiare viene spesso travolto da problemi economici, conflitti relazionali, perdita della fiducia reciproca, isolamento sociale, depressione e, nei casi più gravi, comportamenti autolesivi.
Per questo motivo la ludopatia è riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una condizione che richiede interventi di prevenzione, diagnosi precoce e trattamento multidisciplinare.
È possibile uscirne
Sì.
La dipendenza da gioco d’azzardo può essere curata.
Le evidenze scientifiche indicano come particolarmente efficaci:
- psicoterapia individuale;
- psicoterapia di gruppo;
- gruppi di auto-aiuto;
- sostegno alla famiglia;
- interventi educativi e psicoeducativi;
- presa in carico multidisciplinare da parte dei servizi specialistici.
Chiedere aiuto non rappresenta una sconfitta, ma il primo passo verso la riconquista della propria libertà.
La prevenzione resta l’arma più importante: informare, educare e sensibilizzare significa proteggere le persone più fragili e impedire che il gioco diventi una malattia.
“Dietro ogni giocata non c’è soltanto la speranza di vincere, ma spesso il dolore silenzioso di chi cerca una via di fuga. La prevenzione nasce dalla conoscenza, la cura dalla richiesta di aiuto.”
Dott.ssa Rosa De Martino
Educatrice – Pedagogista
Psicologa Clinica e della Riabilitazione
Psicoterapeuta
Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Campania – Albo A n. 8688
Resto a disposizione per colloqui di consulenza, prevenzione, sostegno psicologico e percorsi terapeutici rivolti alla persona e alla famiglia





