Le dimissioni dei rappresentanti del centrodestra arrivano poche ore dopo quelle della presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia (M5S), e di tutti i commissari delle opposizioni, segnando di fatto l’azzeramento della bicamerale.
L’accusa del centrodestra
“Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla Commissione di Vigilanza Rai”, affermano i componenti della maggioranza, accusando la sinistra di aver “occupato e sequestrato” l’organismo sfruttando il meccanismo dei due terzi previsto per l’elezione del presidente. “Siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione e a eleggere rapidamente un nuovo presidente della Rai“, dicono i consiglieri dimissionari del centrodestra.
Florida: boicottaggio sistematico
La svolta arriva al termine di mesi di paralisi dei lavori. Nel suo annuncio di dimissioni, affidato ai social, Floridia ha denunciato il “boicottaggio sistematico” della Commissione e l’impossibilità di svolgere il ruolo di controllo sul servizio pubblico. “Non posso restare a guardare impotente”, ha scritto, definendo il suo gesto “un atto di libertà e di denuncia“.
Lasciano l’incarico gli esponenti del centrosinistra
Con lei hanno lasciato l’incarico tutti i rappresentanti delle opposizioni. Tra questi anche la vicepresidente Maria Elena Boschi (Italia Viva), che ha parlato di una Commissione “privata della sua funzione” e accusato la maggioranza di aver mancato di rispetto al Parlamento e alla Rai.
Lettera ai presidenti di Camera e Senato
Nella lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato, i commissari di minoranza spiegano di aver scelto le dimissioni come “estrema ratio” dopo una lunga fase di immobilismo, attribuendo la paralisi a una contrapposizione politica che avrebbe svuotato il ruolo dell’organo di vigilanza. Nel documento vengono inoltre contestate la gestione della Rai, le nomine, le scelte editoriali e il mancato recepimento del Media Freedom Act europeo.
Il blocco della Conmissione
Interpellata dopo le dimissioni, Floridia ha sostenuto che la maggioranza si trova ora di fronte alla Commissione che “ha voluto per anni: una Commissione che non esiste”. Ha inoltre annunciato che i gruppi di opposizione non indicheranno nuovi componenti in sostituzione dei dimissionari, rimarcando il paradosso di una Rai che continua a deliberare mentre l’organo parlamentare incaricato di vigilare resta bloccato.
Dopo la crisi una nuova fase
La crisi apre ora una nuova fase. Spetterà ai presidenti delle Camere e ai gruppi parlamentari individuare le modalità per ricostituire la Commissione e procedere all’elezione della nuova presidenza. La legge non impone che il presidente appartenga all’opposizione, ma la prassi parlamentare ha spesso attribuito quel ruolo alle minoranze come garanzia di pluralismo, tema che resta al centro dello scontro politico.





