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COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA PER L'INDIRIZZO GENERALE E LA VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI RAI TARGA

Vigilanza Rai, si dimettono anche i commissari del centrodestra: ora la Commissione è azzerata

Dopo l'addio della presidente Floridia e dei componenti delle opposizioni, anche la maggioranza lascia la Commissione bicamerale. Si chiude così una lunga fase di stallo istituzionale
venerdì, 3 Luglio 2026
1 minuto di lettura

Le dimissioni dei rappresentanti del centrodestra arrivano poche ore dopo quelle della presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia (M5S), e di tutti i commissari delle opposizioni, segnando di fatto l’azzeramento della bicamerale.

L’accusa del centrodestra

Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla Commissione di Vigilanza Rai”, affermano i componenti della maggioranza, accusando la sinistra di aver “occupato e sequestrato” l’organismo sfruttando il meccanismo dei due terzi previsto per l’elezione del presidente. “Siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione e a eleggere rapidamente un nuovo presidente della Rai“, dicono i consiglieri dimissionari del centrodestra.

Florida: boicottaggio sistematico

La svolta arriva al termine di mesi di paralisi dei lavori. Nel suo annuncio di dimissioni, affidato ai social, Floridia ha denunciato il “boicottaggio sistematico” della Commissione e l’impossibilità di svolgere il ruolo di controllo sul servizio pubblico. “Non posso restare a guardare impotente”, ha scritto, definendo il suo gesto “un atto di libertà e di denuncia“.

Lasciano l’incarico gli esponenti del centrosinistra

Con lei hanno lasciato l’incarico tutti i rappresentanti delle opposizioni. Tra questi anche la vicepresidente Maria Elena Boschi (Italia Viva), che ha parlato di una Commissione “privata della sua funzione” e accusato la maggioranza di aver mancato di rispetto al Parlamento e alla Rai.

Lettera ai presidenti di Camera e Senato

Nella lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato, i commissari di minoranza spiegano di aver scelto le dimissioni come “estrema ratio” dopo una lunga fase di immobilismo, attribuendo la paralisi a una contrapposizione politica che avrebbe svuotato il ruolo dell’organo di vigilanza. Nel documento vengono inoltre contestate la gestione della Rai, le nomine, le scelte editoriali e il mancato recepimento del Media Freedom Act europeo.

Il blocco della Conmissione

Interpellata dopo le dimissioni, Floridia ha sostenuto che la maggioranza si trova ora di fronte alla Commissione che “ha voluto per anni: una Commissione che non esiste”. Ha inoltre annunciato che i gruppi di opposizione non indicheranno nuovi componenti in sostituzione dei dimissionari, rimarcando il paradosso di una Rai che continua a deliberare mentre l’organo parlamentare incaricato di vigilare resta bloccato.

Dopo la crisi una nuova fase

La crisi apre ora una nuova fase. Spetterà ai presidenti delle Camere e ai gruppi parlamentari individuare le modalità per ricostituire la Commissione e procedere all’elezione della nuova presidenza. La legge non impone che il presidente appartenga all’opposizione, ma la prassi parlamentare ha spesso attribuito quel ruolo alle minoranze come garanzia di pluralismo, tema che resta al centro dello scontro politico.

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