L’Ucraina ha rivendicato un nuovo attacco in profondità contro il centro russo per le comunicazioni spaziali di Dubna, nella regione di Mosca. La Russia, intanto, ha denunciato una delle più massicce ondate di droni dall’inizio della guerra: 419 velivoli abbattuti nella notte tra lunedì e martedì su 19 regioni, compresa l’area della capitale. Secondo Mosca, negli attacchi sono morte almeno due persone, tra cui un bambino di sei mesi a Yegoryevsk, dove un’abitazione ha preso fuoco dopo lo schianto di un drone. Volodymyr Zelensky ha confermato su X che il centro di Dubna è stato “nuovamente colpito”. Il presidente ucraino lo ha definito “una struttura speciale di comunicazioni satellitari” usata “per attività di ricognizione e per il coordinamento” delle forze russe in Ucraina.
L’impianto si trova a oltre 500 chilometri dal confine. “Recentemente le nostre Forze di Difesa hanno già raggiunto quattro di questi centri russi, non solo nella regione di Mosca ma anche nella regione di Vladimir”, ha detto Zelensky, parlando di un “piano di sanzioni a lungo raggio”. Il Cremlino ha accusato Kiev di colpire obiettivi civili. Il portavoce Dmitry Peskov ha denunciato le “azioni criminali del regime di Kiev”: “Subiscono danni i civili, muoiono bambini. Tutti dovrebbero saperlo e ricordarlo”. Secondo il governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyov, a Yegoryevsk i soccorritori hanno estratto dalle macerie due adulti e due bambini; il neonato è morto durante il trasporto in ospedale. Una donna di 61 anni è morta nella regione di Tver, mentre a Belgorod una persona è stata uccisa e quattro sono rimaste ferite.
Raid russi sulle città ucraine
Sul terreno, Mosca ha annunciato la conquista di Lesnoye e Rivne, nella regione di Zaporizhzhia, e di Malinovka, nel Donetsk. Kiev ha invece riferito nuovi danni in Crimea alla centrale termoelettrica di Saksk, colpita da attacchi ucraini: secondo Ukrinform, l’edificio principale sarebbe stato distrutto dalle fiamme, un serbatoio di carburante distrutto e un altro danneggiato. I bombardamenti russi sulle città ucraine hanno provocato nuove vittime. A Dnipro il bilancio dell’attacco di lunedì è salito a sette morti, dopo il decesso in ospedale di un uomo di 59 anni.
Secondo Oleksandr Hanzha, capo dell’amministrazione militare regionale, sedici feriti restano ricoverati, sette in condizioni critiche. Nella regione di Zaporizhzhia, il governatore Ivan Fedorov ha denunciato 975 attacchi contro 56 località in 24 ore: tre morti e 18 feriti. A Kharkiv e in altri 29 centri della regione, secondo il governatore Oleg Synegubov, i raid russi hanno ucciso quattro persone e ne hanno ferite 24, tra cui due bambini.
Attentato contro un oligarca ucraino a Monaco
La guerra ha avuto anche una coda nel Principato di Monaco, dove lunedì sera un’esplosione ha ferito tre cittadini ucraini, tra cui l’oligarca Vadim Ermolaev, la compagna e il figlio adolescente. Secondo le autorità monegasche, la deflagrazione è stata provocata da un ordigno lasciato davanti alla loro abitazione. La procura indaga per tentato omicidio ed esclude, al momento, la pista terroristica. Due feriti sono in gravi condizioni. Un sospettato, ripreso dalle telecamere di sorveglianza, sarebbe fuggito. Il principe Alberto II ha definito l’attacco “uno shock”. Ermolaev, imprenditore immobiliare ed ex cittadino ucraino con passaporto cipriota, era stato sanzionato da Kiev nel 2023 per presunti legami economici con la Crimea occupata dalla Russia.
Arresti a Kiev e in Russia
A Kiev, le autorità ucraine hanno arrestato un ex ministro dell’Energia della Crimea occupata nominato da Mosca, accusato di alto tradimento. Secondo gli inquirenti, il sospettato, cittadino ucraino di 65 anni, era rientrato nella capitale nel 2026 per “ragioni personali”. In Russia, un tribunale della regione di Voronezh ha disposto 11 giorni di arresto amministrativo per Aleksandr Lunin, ex soldato che aveva chiesto di essere ricevuto da Vladimir Putin per denunciare le condizioni dei militari e aveva avvertito che, in caso contrario, “l’esercito rivolgerà le sue armi contro il Cremlino”.
L’Ue sblocca 3,9 miliardi
Sul piano politico e militare, l’Unione europea ha sbloccato 3,9 miliardi di euro per l’acquisto di droni destinati all’Ucraina. È il primo pagamento della tranche iniziale da circa 6 miliardi, inserita nel prestito complessivo da 90 miliardi, di cui 60 destinati al sostegno militare. “L’ingegnosità dell’Ucraina è alla base del suo successo nel resistere all’invasione su vasta scala della Russia: è proprio questa ingegnosità che vogliamo sostenere”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.





