Non è stata una semplice ricorrenza. È stata la celebrazione di una storia costruita giorno dopo giorno, di un sogno trasformato in realtà Caponnetto del cardinale Francesco Coccopalmeriolla convinzione che la cultura della legalità possa davvero cambiare il volto della società.
A Monreale, nella sede nazionale di via Venero 30, si è concluso il ciclo delle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario del Parlamento della Legalità Internazionale, un organismo che in questi anni ha saputo trasformarsi da piccola esperienza nata a San Cipirello in una rete educativa e culturale presente oggi in tutte le regioni italiane e in numerosi Paesi del mondo.

Un cammino iniziato con un gesto destinato a fare storia: la firma, nel 2001, del giudice Antonino Caponnetto, che accettò di diventare presidente onorario dell’associazione, riconoscendone fin dall’inizio il valore educativo e civile.
Dopo le tappe celebrative dell’Assemblea Regionale Siciliana a Palazzo dei Normanni, del Campidoglio a Roma e del Teatro Politeama di Palermo, la festa conclusiva non poteva che svolgersi nella casa del Parlamento della Legalità Internazionale, quella sede che oggi rappresenta un simbolo di speranza e di impegno civile.
La serata, magistralmente guidata dal presidente Nicolò Mannino, ha saputo coniugare memoria, gratitudine e progettualità. Il suo stile carismatico, capace di coinvolgere istituzioni, giovani e cittadini, ha trasformato ogni intervento in un invito concreto alla responsabilità.
«La legalità non si insegna soltanto con le parole ma con la testimonianza quotidiana. Ai giovani dobbiamo consegnare il coraggio di rispettare le regole, amare le istituzioni e scegliere sempre la strada del bene comune, perché è lì che nasce la libertà autentica», ha affermato Nicolò Mannino nel suo intervento conclusivo.
Accanto al presidente, un ruolo determinante è stato svolto dal vicepresidente Salvatore Sardisco e da Helga Guadì, protagonisti di un’organizzazione impeccabile che ha curato ogni dettaglio della manifestazione, confermando come dietro ogni grande evento vi sia sempre un lavoro silenzioso, competente e generoso.
Profondamente toccante il ricordo dedicato a Benedetto Guadì, figura che continua a vivere nella memoria del Parlamento della Legalità Internazionale. Fu lui, con un gesto di straordinaria generosità, a donare gratuitamente la sede di via Venero, rendendo possibile la nascita di un luogo che oggi rappresenta un laboratorio permanente di educazione alla cittadinanza attiva.
Numerose le autorità intervenute per testimoniare la vicinanza al progetto culturale del Parlamento della Legalità Internazionale. Tra queste il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, del quale il Presidente Mannino è Consulente alla Legalità; Renato Cortese, presidente onorario del sodalizio; monsignor Michele Pennisi, arcivescovo emerito di Monreale e guida spirituale dell’associazione; il colonnello Giancarlo Mignone dello Stato Maggiore della Difesa; il professor Claudio Ricci, già sindaco di Assisi; Ottavio De Luca, segretario generale nazionale della FILCA CISL; Luca Tartaglia della SKP di Milano; il neo assessore del Comune di Monreale Bartolo Belmonte e numerose altre personalità del mondo delle istituzioni, della cultura e del volontariato.
Particolarmente significativo anche il gesto del Centro Studi “Don Riccardo Zingaro” di Molfetta, rappresentato da Gianna Binetti, che ha donato alla comunità monrealese un defibrillatore, segno concreto di una cultura della legalità che diventa anche cultura della cura e della vita.
Nel corso delle celebrazioni sono stati ricordati anche i numerosi messaggi di auguri giunti da tutta Italia, tra cui quelli della famiglia Caponnetto e del cardinale Francesco Coccopalmerio, già presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.
Dopo venticinque anni il Parlamento della Legalità Internazionale continua a dimostrare che il contrasto alla criminalità non passa soltanto attraverso gli strumenti della repressione, ma soprattutto attraverso la formazione delle coscienze. È una rivoluzione silenziosa che nasce nelle scuole, cresce nelle famiglie, si alimenta nelle istituzioni e trova nella cultura la sua più potente alleata.
Monreale, ancora una volta, è diventata il luogo da cui riparte un messaggio che guarda al futuro: educare alla legalità significa educare alla bellezza della responsabilità.





