Il Comune di Milano stanzia 2 milioni di euro nel Bilancio 2026 per sostenere giovani lavoratrici e lavoratori under 35 alle prese con il caro-affitti. La misura, approvata dalla Giunta su proposta degli Assessori Emmanuel Conte e Fabio Bottero, prevede un contributo una tantum fino a 2.400 euro per chi destina oltre il 30% del proprio reddito netto mensile al canone di locazione sul mercato libero. Il sostegno è rivolto a lavoratori residenti a Milano, o disponibili a trasferire la residenza entro sei mesi, titolari di un contratto di affitto per un’abitazione nel territorio comunale.
I limiti di reddito lordo annuo sono fissati a 40.000 euro per i nuclei monocomponenti e a 60.000 euro per quelli composti da due o più persone. Ammessi i contratti ordinari a canone libero e concordato; esclusi i contratti transitori e chi ha già ricevuto altri contributi pubblici per l’affitto.
L’intervento rientra nel Piano straordinario per la Casa Accessibile e punta a sostenere una fascia sempre più esposta al costo della vita: giovani dipendenti, precari, autonomi, ricercatori, apprendisti, tirocinanti e lavoratori al primo impiego, compresi profili essenziali per la città come personale sanitario, insegnanti e addetti ai trasporti.
Intervento immediato
Secondo l’Assessore al Bilancio Emmanuel Conte la misura rappresenta un intervento immediato per aiutare chi oggi fatica a sostenere il costo dell’affitto e al tempo stesso un investimento sull’attrattività di Milano. Per l’assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica Fabio Bottero, il provvedimento amplia gli strumenti messi a disposizione dei giovani lavoratori per restare in città e costruire qui il proprio percorso personale e professionale. Le domande saranno gestite con il supporto di ‘Milano abitare’ e valutate in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. L’avviso pubblico sarà pubblicato a breve sul sito del Comune di Milano.





