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Ucraina, droni su una raffineria a Mosca e raid russi sulla rete elettrica

Ucraina, droni su una raffineria a Mosca e raid russi sulla rete elettrica

Colpita una raffineria nella capitale russa. Kiev rivendica la risposta a lungo raggio, mentre nuovi attacchi lasciano senza corrente quattro regioni ucraine
mercoledì, 17 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Kiev ha colpito in profondità il territorio russo con una vasta offensiva di droni, mentre Mosca ha proseguito i raid contro infrastrutture civili ed energetiche ucraine. Sullo sfondo restano i tentativi diplomatici, ancora incerti, di riaprire uno spazio negoziale. La giornata ha confermato la doppia traiettoria del conflitto: da un lato l’Ucraina prova a portare la pressione dentro il sistema energetico russo, dall’altro la Russia continua a colpire la rete elettrica e le città ucraine.

L’attacco più rilevante è stato quello contro la raffineria di Mosca. Il sindaco della capitale russa, Sergei Sobyanin, ha confermato che un drone ucraino ha danneggiato un impianto dello stabilimento, senza provocare vittime. Secondo le autorità russe, l’incendio è stato spento e l’attività dell’impianto non avrebbe subito interruzioni. Fonti industriali citate da Reuters hanno però indicato un impatto più pesante, con danni a una delle unità principali della raffineria.

La difesa russa ha dichiarato di avere intercettato nella notte 172 droni ucraini in diverse regioni, tra cui Astrakhan, Belgorod, Bryansk, Kaluga, Kursk, Volgograd, Voronezh, Rostov, Ryazan, Mosca, Krasnodar, Crimea, Mar d’Azov e Mar Nero. Almeno 60 velivoli senza pilota sarebbero stati abbattuti mentre si dirigevano verso la capitale.

Guerra energetica

L’offensiva conferma la pressione crescente di Kiev sulle infrastrutture energetiche russe, già colpite più volte negli ultimi mesi. Secondo Reuters, gli attacchi ucraini contro raffinerie, depositi e oleodotti hanno ridotto la capacità di raffinazione russa e contribuito a problemi di approvvigionamento in alcune aree, compresa la Crimea occupata.

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato l’operazione come una risposta agli attacchi russi. “Questa volta la regione di Mosca ha sentito la portata delle capacità di attacco a lungo raggio dell’Ucraina”, ha scritto sui social, sottolineando che una raffineria è stata colpita a circa 500 chilometri di distanza. Per Kiev, le armi a lungo raggio sono uno degli strumenti per costringere Mosca a fermare la guerra.

Raid russi su Kherson

Sul fronte opposto, la Russia ha continuato a colpire il territorio ucraino. Nella regione di Kherson, un drone russo ha centrato un autobus navetta nel distretto di Korabelny. Secondo la procura regionale, un uomo è morto e altri due civili, tra cui l’autista, sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale. Gli attacchi russi hanno inoltre provocato blackout nelle regioni di Donetsk, Dnipropetrovsk, Kharkiv e Zaporizhzhia.

Ukrenergo ha riferito che le infrastrutture energetiche sono state danneggiate durante i raid notturni e che le squadre tecniche hanno avviato lavori di emergenza dove le condizioni di sicurezza lo consentono. Il tema dell’energia resta centrale in vista dell’inverno, con la rete ucraina ancora esposta a bombardamenti sistematici. Restano gravi anche i danni alla Lavra delle Grotte di Kiev, patrimonio Unesco, colpita durante un attacco russo domenica sera.

Secondo la ministra della Cultura ucraina Tetiana Berezhna, il tetto della Cattedrale della Dormizione è danneggiato all’80 per cento. Il direttore del sito, Maksym Ostapenko, ha stimato in circa due anni i tempi necessari per il restauro, con danni provvisori valutati intorno a 500 milioni di grivne, quasi 10 milioni di euro. Mosca ha negato ogni responsabilità, attribuendo i danni a un missile Patriot ucraino, versione respinta da Kiev.

Spiragli diplomatici e voto russo a settembre

Sul piano politico, Vladimir Putin ha firmato il decreto che convoca le elezioni per la Duma di Stato il 20 settembre 2026. Da Minsk, Alexander Lukashenko è tornato a proporre un vertice a tre con Putin e Zelensky per discutere una possibile uscita dal conflitto.

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha invece sostenuto che in estate potrebbe aprirsi una finestra per nuovi colloqui, osservando che la guerra non sta dando vantaggi decisivi a nessuna delle due parti. “L’unica cosa che succede è morire. Ogni giorno”, ha detto.

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