Il governo spagnolo ha ricevuto circa 900.000 domande di regolarizzazione da parte di migranti irregolari, quasi il doppio rispetto alle 500.000 richieste inizialmente previste.
Lo ha comunicato il Ministero per la Migrazione, confermando che il programma straordinario lanciato ad aprile sta attirando una domanda senza precedenti in un Paese che, a differenza di molte altre nazioni europee, continua a mantenere un approccio relativamente aperto all’immigrazione. Secondo l’organizzazione per i rifugiati CEAR, le richieste supereranno il milione entro la chiusura del programma, prevista tra due settimane.
La forte adesione riflette il ruolo crescente dei migranti nell’economia spagnola, che negli ultimi due anni ha registrato una crescita superiore alla media europea. Settori come ospitalità, agricoltura e assistenza agli anziani dipendono sempre più dalla manodopera straniera, contribuendo a colmare carenze strutturali e ad aumentare i contributi previdenziali. Il ministero ha reso noto che da aprile sono stati concessi 360.000 permessi di lavoro temporanei, pari al 40% delle richieste ricevute.
I richiedenti possono iniziare a lavorare non appena la loro domanda viene accettata per l’elaborazione. Pilar Cancela, segretario di Stato per la Migrazione, ha dichiarato a Reuters che la Spagna è in grado di gestire fino a un milione di domande nel periodo aprile‑giugno.
Il Paese soffre da anni di ritardi cronici nel sistema di immigrazione: migliaia di richiedenti asilo provenienti da Paesi come Colombia e Senegal attendono da anni una risposta, con oltre il 90% delle domande respinte.
Queste rigidità hanno lasciato circa 840.000 migranti senza documenti in una sorta di limbo amministrativo, costretti a vivere e lavorare in nero mentre aspettano altre forme di residenza, secondo il think tank Funcas.





