Le autorità statunitensi hanno incriminato due scienziati per aver introdotto illegalmente negli Stati Uniti campioni di virus mpox inattivato, violando le norme federali sul trasporto di agenti biologici. Secondo quanto riportato da Associated Press, CNN e documenti giudiziari depositati nelle ultime ore, i due ricercatori — i cui nomi non sono stati resi pubblici integralmente per ragioni procedurali — avrebbero inoltre mentito alle autorità per nascondere la natura del materiale trasportato.
Il Dipartimento di Giustizia sostiene che i campioni siano stati introdotti nel Paese senza le autorizzazioni richieste dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC), che regola l’importazione di agenti patogeni anche quando inattivati. Gli investigatori affermano che i due scienziati avrebbero dichiarato falsamente che si trattava di materiale “non regolamentato”, omettendo di specificare che proveniva da un laboratorio estero e che richiedeva protocolli di biosicurezza specifici. Secondo le prime ricostruzioni, i campioni sarebbero stati destinati a un laboratorio di ricerca privato negli Stati Uniti.
Le autorità non hanno indicato alcun rischio per la salute pubblica, sottolineando che il virus era inattivato e quindi non in grado di replicarsi. Tuttavia, la violazione delle procedure di importazione è considerata grave, poiché mina i controlli sulla tracciabilità dei materiali biologici sensibili.
Alcuni esperti citati da STAT News ricordano che episodi di questo tipo possono alimentare diffidenza e portare a un irrigidimento delle norme, rallentando progetti collaborativi su malattie emergenti.
Il Dipartimento di Giustizia ha confermato che i due ricercatori rischiano accuse federali per dichiarazioni false e violazioni delle leggi sul trasporto di agenti biologici. Entrambi si sono dichiarati non colpevoli durante la prima udienza preliminare.





