Una violenta esplosione ha distrutto giovedì sera un razzo New Glenn di Blue Origin, trasformando la piattaforma 36 di Cape Canaveral in un inferno di fuoco e detriti. L’incidente, avvenuto intorno alle 21:00, ora della costa orientale USA, durante una breve accensione di prova dei sette motori BE‑4, ha illuminato il cielo notturno con una palla di fuoco visibile a chilometri di distanza, segnando uno dei peggiori fallimenti mai registrati dal programma di Jeff Bezos.
Secondo le prime ricostruzioni, i motori del primo stadio — un colosso alto 57 metri — si sarebbero accesi regolarmente, ma un’anomalia improvvisa alla base del razzo ha innescato un incendio rapidissimo. Nel giro di pochi secondi lo stadio superiore ha iniziato a inclinarsi, mentre la struttura portante collassava. L’intero veicolo è poi esploso quando il carico di metano e ossigeno liquido ha preso fuoco, cancellando anche parte delle infrastrutture: una torre parafulmine e il ponte di sollevamento risultano completamente distrutti.
Fortunatamente, i satelliti Amazon Leo, destinati al lancio di giugno, non erano a bordo. Le immagini aeree diffuse ore dopo mostrano incendi multipli e danni estesi alla piattaforma, l’unica disponibile per il New Glenn.
Jeff Bezos ha confermato che tutto il personale è illeso, definendo la giornata “molto difficile” ma assicurando che Blue Origin ricostruirà ciò che serve. La US Space Force ha avviato un’indagine congiunta con l’azienda, mentre la FAA attende i dati di telemetria per valutare l’impatto sulle operazioni.
Elon Musk ha espresso solidarietà, ricordando l’esplosione del Falcon 9 del 2016, che tenne SpaceX a terra per oltre tre mesi.
Il New Glenn, già reduce da un malfunzionamento dello stadio superiore nel volo di aprile, era atteso a un nuovo lancio a inizio giugno con 48 satelliti Amazon. Il razzo è inoltre parte integrante del programma Artemis, che prevede test di rendezvous e futuri allunaggi nel 2028.





