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Nuovi Raid Usa in Iran, Teheran lancia missili sul Kuwait. Israele bombarda il Libano

Nuovi Raid Usa in Iran, Teheran lancia missili sul Kuwait. Israele bombarda il Libano

Centcom parla di “grave violazione del cessate il fuoco” dopo il lancio di un missile e cinque droni vicino a Hormuz. Israele colpisce Beirut, Tiro, Sidone e Zahrani: almeno undici morti.Raid anche su Gaza
venerdì, 29 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi contro un sito militare iraniano nell’area di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran, mentre il cessate il fuoco resta formalmente in vigore. Secondo fonti americane citate da Reuters, le forze Usa hanno abbattuto quattro droni iraniani d’attacco a senso unico diretti nell’area di Hormuz e hanno poi colpito a Bandar Abbas una postazione di controllo da cui sarebbe stato preparato il lancio di un quinto velivolo. Washington ha definito l’operazione “difensiva e limitata”, non come una rottura della tregua, sostenendo che il sito rappresentava una minaccia e sottolineando che non si registrano vittime.

Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, sostiene invece si tratti di una violazione del cessate il fuoco e che l’Iran “adotterà tutte le misure necessarie per difendere la propria sovranità nazionale”, denunciando “la retorica minacciosa dei funzionari americani contro l’Iran e diversi Paesi della regione”. Le Guardie rivoluzionarie hanno poi affermato di avere colpito una base aerea statunitense alle 4.50 ora locale, senza precisarne la posizione, e hanno minacciato una risposta più dura in caso di nuova “aggressione”.

Missili sul Kuwait

Poco dopo, secondo il Centcom, l’Iran ha lanciato un missile balistico verso il Kuwait, intercettato dalle difese kuwaitiane; questa, per il comando americano, è stata una “grave violazione del cessate il fuoco”. I media iraniani hanno invece parlato di un attacco contro una base statunitense nel Paese. Il Kuwait ha confermato di essere stato colpito nella notte tra mercoledì e giovedì da missili e droni. Le difese aeree sono state attivate e le sirene hanno suonato a Kuwait City. L’Arabia Saudita ha espresso la “più ferma condanna” per gli attacchi contro il “fraterno Stato del Kuwait”.

L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha detto che Hormuz si trova “in una situazione strana, tra guerra e pace” e che “tutti stanno pagando un prezzo molto alto”. Washington ha intanto sanzionato l’Autorità dello Stretto del Golfo Persico, mentre Teheran ha chiesto la restituzione “integrale e senza condizioni” dei beni congelati dagli Stati Uniti.

La guida suprema iraniana Ali Khamenei ha invitato all’unità contro il “piano cieco del nemico”, accusato di voler creare divisione dopo guerra, pressione economica e assedio mediatico e politico. Secondo i media iraniani, nello stesso arco di ore le forze navali di Teheran avrebbero fermato quattro imbarcazioni dirette attraverso lo Stretto di Hormuz perché non avrebbero coordinato il passaggio con le autorità iraniane.

Israele colpisce Beirut

Sul fronte libanese, Israele ha colpito Beirut per la prima volta dopo circa tre settimane, sostenendo di avere preso di mira Ali al Hasani, responsabile dei missili della Divisione Imam Hussein di Hezbollah. L’esercito israeliano ha detto di avere colpito 550 obiettivi in Libano dall’inizio della settimana. La Casa Bianca si era detta contraria a raid sulla capitale libanese, ma fonti israeliane hanno sostenuto che gli “attacchi mirati” fossero esclusi dal divieto indicato da Donald Trump.

I bombardamenti israeliani hanno colpito anche Tiro, Sidone, Zahrani e Nabatieh. L’agenzia nazionale libanese Nna ha riferito di almeno undici morti e cinque feriti, tra cui bambini, mentre altri media libanesi hanno parlato di almeno quattordici vittime nelle ultime ore.

Il bilancio più grave è stato registrato lungo l’autostrada di Adlun, nella zona di Nabi Sari, nel distretto di Zahrani, dove un drone israeliano ha colpito all’alba una famiglia civile in fuga dai villaggi minacciati. Sei persone sono state uccise, tra cui bambini, insieme a un soldato libanese.

L’esercito israeliano ha detto di avere colpito infrastrutture e centri di comando di Hezbollah nell’area di Tiro, dopo avere ordinato l’evacuazione della città costiera, dove vivono circa 200 mila persone.

La nuova ondata di raid è arrivata dopo l’attacco di Hezbollah nel nord di Israele, in cui la sergente Rotem Yanai, 20 anni, è stata uccisa dall’esplosione di un drone vicino al confine libanese. Due riservisti sono rimasti feriti, uno in modo grave.

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