Dopo l’annuncio russo di nuovi possibili attacchi su Kiev in risposta al raid contro Starobilsk, nella regione di Lugansk occupata, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha chiesto agli Stati Uniti di evacuare il personale diplomatico dalla capitale ucraina. Secondo le autorità russe, l’attacco contro un dormitorio studentesco avrebbe provocato la morte di 21 persone e il ferimento di oltre 40. Kiev respinge la versione di Mosca e parla di disinformazione.
Il messaggio di Lavrov è stato trasmesso in una telefonata con il segretario di Stato americano Marco Rubio, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri russo. Mosca ha consigliato anche ai Paesi europei di ritirare il proprio personale da Kiev, affermando di voler colpire installazioni militari e centri di comando e controllo. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che la Russia non ha ancora ricevuto alcuna reazione da Washington dopo l’avvertimento.
L’Unione europea ha invece convocato l’incaricato d’affari russo a Bruxelles. La portavoce Anitta Hipper ha definito la minaccia “un’escalation inaccettabile” e ha assicurato che la delegazione Ue resterà nella capitale ucraina.
Rubio, parlando con i giornalisti durante la visita in India, ha confermato che gli Stati Uniti sono disposti a favorire una soluzione diplomatica, ma ha escluso contatti imminenti con Kiev. “Al momento non ci sono negoziati attivi o programmati con l’Ucraina”, ha detto. Il segretario di Stato ha aggiunto che Washington resta “pronta e preparata a fare tutto il possibile” per contribuire alla fine del conflitto, ma solo se si aprirà uno spazio politico concreto. “Ogni volta che si vedono grandi attacchi da una parte o dall’altra, è un promemoria del fatto che questa è una guerra terribile, che ormai va avanti da più tempo della Seconda guerra mondiale e che deve finire”, ha dichiarato.
Droni, missili e raid su Kramatorsk
Sul terreno, l’Ucraina ha denunciato una nuova notte di bombardamenti russi. Secondo l’aeronautica di Kiev, Mosca ha lanciato più di cento droni e due missili balistici contro il Paese. A Kramatorsk, nell’oblast di Donetsk, almeno dodici civili sono rimasti feriti in un raid aereo russo contro il centro della città. Il sindaco Oleksandr Honcharenko ha riferito che sono state sganciate due bombe FAB 250 e ha parlato del terzo attacco su larga scala contro Kramatorsk in una sola giornata. L’ufficio del procuratore regionale ha aperto un’indagine per possibile crimine di guerra. Nella notte è stata colpita anche Odessa, dove le autorità ucraine hanno riferito di una vittima.
Kiev rivendica gli attacchi in Russia e nel Lugansk
Kiev rivendica intanto nuovi attacchi contro infrastrutture russe e obiettivi militari nei territori occupati. Lo Stato maggiore ucraino ha annunciato di avere usato missili Storm Shadow contro un posto di comando, controllo e comunicazioni russo nell’oblast occupato di Lugansk. I missili, forniti dal Regno Unito, hanno una gittata che può variare tra 250 e 560 chilometri a seconda della versione. Per Kiev, l’operazione dimostra che “nessuna posizione dell’aggressore russo è sicura sul territorio ucraino”.
Un altro attacco ucraino avrebbe provocato la chiusura della raffineria russa di Syzran, nella regione di Samara, colpita il 21 maggio. Secondo lo Stato maggiore di Kiev, l’impianto ha sospeso le attività. Reuters, citando due fonti del settore, aveva già riferito che l’attacco aveva danneggiato l’unità di lavorazione primaria e che le riparazioni potrebbero richiedere più di un mese. La raffineria, controllata da Rosneft, ha una capacità nominale di 8,5 milioni di tonnellate l’anno, pari a circa 170mila barili al giorno. Nel raid, secondo le informazioni disponibili, sono morte due persone.
Mosca ha collegato gli attacchi ucraini anche al sostegno tecnologico occidentale. Il presidente della Duma Vyacheslav Volodin ha accusato Elon Musk e alcune aziende americane di permettere a Kiev l’uso di dati satellitari per colpire il territorio russo. “Elon Musk deve capire che i suoi satelliti vengono usati per uccidere bambini”, ha detto Volodin, chiedendo che i responsabili siano chiamati a risponderne.
Bruxelles prepara nuove sanzioni
Da Vilnius, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che Bruxelles sta preparando un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca. “La Russia ha perso un numero enorme di giovani senza ottenere alcun vantaggio territoriale, e la sua economia sta soffrendo sempre più a causa delle nostre pesanti sanzioni”, ha affermato. Von der Leyen ha ricordato anche il prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina, pensato per garantire a Kiev risorse militari e di bilancio per i prossimi due anni. “Se la Russia cessasse la sua aggressione, la guerra finirebbe”, ha detto, aggiungendo che Mosca “non mostra alcuna volontà di pace”.
La replica russa è arrivata dal vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov, che ha accusato l’Europa di alimentare il conflitto e di aumentare il rischio di escalation. Secondo Ryabkov, alcune “forze note in Europa”, ossessionate dall’idea di infliggere una sconfitta strategica alla Russia, starebbero svolgendo “il ruolo di principale provocatore” nella crisi ucraina.





