Peter Murrell, ex amministratore e figura di lungo corso del Partito Nazionale Scozzese (SNP), ha ammesso la propria responsabilità in un caso di appropriazione indebita di fondi destinati alle attività politiche del partito. La dichiarazione di colpevolezza, presentata davanti al tribunale di Edimburgo, segna un punto di svolta in un’inchiesta che ha scosso la leadership indipendentista e messo in discussione la gestione finanziaria dell’organizzazione.
Secondo le indagini, Murrell avrebbe utilizzato somme provenienti da donazioni e fondi elettorali per coprire spese personali e operazioni non autorizzate. Le autorità giudiziarie hanno ricostruito un flusso di transazioni irregolari avvenute nel corso di diversi anni, con importi che superano le centinaia di migliaia di sterline.
L’ex dirigente, marito dell’ex prima ministra scozzese Nicola Sturgeon, aveva già lasciato l’incarico nel 2023 dopo le prime rivelazioni sull’inchiesta.
Impatto politico e conseguenze
La vicenda ha avuto un impatto politico immediato. L’attuale direzione dello SNP ha promesso una revisione completa dei meccanismi di controllo interno e una maggiore trasparenza nella gestione dei fondi. Gli analisti ritengono che il caso possa indebolire ulteriormente la credibilità del partito, già alle prese con un calo di consenso e con tensioni interne sulla strategia per l’indipendenza.
Murrell rischia una condanna significativa, anche se la sua ammissione di colpa potrebbe ridurre la pena. Il procedimento proseguirà con la fase di determinazione della sentenza nelle prossime settimane.
L’inchiesta, condotta dalla polizia scozzese e supervisionata dalla procura di Edimburgo, resta aperta per verificare eventuali responsabilità aggiuntive. L’episodio segna uno dei momenti più difficili per il movimento indipendentista scozzese, che si trova ora a dover ricostruire la fiducia dei sostenitori e riaffermare la propria integrità politica.





