Gli italiani non rinunciano alle vacanze estive, ma il clima con cui si preparano all’estate 2026 è molto diverso rispetto agli anni passati. La voglia di partire resta alta — sette italiani su dieci dichiarano di voler fare un viaggio nei prossimi quattro mesi — ma cresce allo stesso tempo la sensazione di incertezza legata alle tensioni internazionali, all’aumento dei prezzi e alla percezione di una minore sicurezza globale. È il quadro che emerge dalla ricerca dell’Istituto Piepoli ‘Turismo: prospettive e opportunità per l’estate 2026’, presentata alla Camera di Commercio di Roma. Dietro la scelta delle vacanze quest’anno pesa soprattutto il contesto geopolitico.
Oltre la metà degli italiani, il 54%, ammette infatti di aver cambiato idea o di essere ancora indecisa sui propri programmi proprio a causa dello scenario internazionale. Per molti la prudenza ha già modificato concretamente le abitudini di viaggio: il 23% ha scelto mete considerate più sicure, mentre il 21% ha deciso di restare in Italia rinunciando all’estero.
La destinazione preferita resta infatti il territorio nazionale, scelto dal 56% degli intervistati. Più distaccata l’Europa, che si ferma al 29%, mentre solo il 9% pensa a un viaggio nei Paesi extra Ue. Un dato che fotografa una tendenza precisa: in un contesto segnato da conflitti, instabilità e rincari, la vicinanza geografica e la percezione di maggiore controllo diventano elementi decisivi nella scelta delle ferie.
Costo delle vacanze
A incidere non è però soltanto la paura delle tensioni internazionali. Il vero nodo, per molte famiglie, resta il costo delle vacanze. Il 65% degli italiani indica nell’aumento dei prezzi — tra voli, energia e inflazione — la principale preoccupazione legata all’estate. E gli effetti sul budget sono già evidenti: se quasi la metà degli intervistati manterrà la stessa spesa dello scorso anno, oltre un terzo, il 34%, prevede di ridurre i soldi destinati alle ferie. La ricerca evidenzia anche un clima psicologico più fragile rispetto al passato. Il 45% degli intervistati ritiene che la propria percezione della vita sia peggiorata negli ultimi mesi, mentre solo una quota minima, pari al 9%, parla di miglioramenti. Un elemento che si riflette inevitabilmente anche nelle scelte legate al tempo libero e al turismo.
Secondo il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, il turismo continua comunque a rappresentare “un pilastro fondamentale del sistema economico”, ma il profilo del viaggiatore italiano appare oggi profondamente cambiato. “Emergono una forte richiesta di protezione del potere d’acquisto e una crescente attenzione alla sicurezza”, sottolinea Tagliavanti, evidenziando come la maggiore propensione verso le mete italiane possa trasformarsi in un’opportunità per il sistema turistico nazionale.





