L’Arma dei Carabinieri è “un pezzo della storia d’Italia” e da oltre due secoli rappresenta “un pilastro della nostra democrazia”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a Rimini, intervenendo al XXVI Raduno nazionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Crosetto ha richiamato il ruolo quotidiano dei militari dell’Arma, definendoli donne e uomini che hanno scelto di dedicare la propria vita agli altri. “Essere Carabiniere significa assumersi ogni giorno la responsabilità di proteggere i cittadini, esserci nei momenti difficili, diventare punto di riferimento per intere comunità”, ha affermato.
Il Ministro ha sottolineato il rapporto tra i Carabinieri e la popolazione, un legame che, a suo giudizio, rende l’Arma unica. “Quando vediamo l’uniforme dei Carabinieri sappiamo di non essere soli”, ha detto Crosetto.
Contatto diretto
Secondo il titolare della Difesa nessuna Forza Armata ha “un contatto così stretto, quotidiano e umano con la popolazione”. Un rapporto costruito nel tempo attraverso la presenza nei territori, nei piccoli centri come nelle grandi città, e attraverso il servizio reso alle comunità. Rimini, ha aggiunto Crosetto, in questi giorni non ospita soltanto una manifestazione associativa, ma “una grande comunità unita dagli stessi valori”: senso del dovere, amore per l’Italia, spirito di servizio e fedeltà alle istituzioni.
Il Ministro ha infine rivolto un pensiero ai carabinieri in congedo, ricordando che l’appartenenza all’Arma non termina con la fine del servizio attivo. “Carabinieri si resta per tutta la vita”, ha dichiarato. Gli alamari, ha concluso, non sono soltanto un simbolo cucito su un’uniforme, ma diventano parte dell’identità, “della pelle, dell’anima”.





