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Vertice Usa-Cina, Trump e Xi rilanciano il dialogo: focus su Iran, commercio e sicurezza nello Stretto di Hormuz
Vertice Usa-Cina, Trump e Xi rilanciano il dialogo: focus su Iran, commercio e sicurezza nello Stretto di Hormuz

Vertice Usa-Cina, Trump e Xi rilanciano il dialogo: focus su Iran, commercio e sicurezza nello Stretto di Hormuz

Si chiude la visita del presidente americano a Pechino. Sul dossier iraniano emerge una convergenza tra Washington e Pechino
sabato, 16 Maggio 2026
3 minuti di lettura

È giunto al termine il viaggio di Donald Trump a Pechino. Il presidente degli Stati Uniti ha lasciato la Cina diretto a Washington dopo un vertice con il leader cinese Xi Jinping segnato da intese commerciali e da un confronto sui principali dossier internazionali, a partire dalla crisi con l’Iran.

Nelle ultime ore della visita, Trump ha riferito di aver discusso con Xi proprio della situazione in Medio Oriente: “La pensiamo in modo molto simile sull’Iran. Vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbiano un’arma nucleare. Vogliamo che lo Stretto di Hormuz resti aperto”, ha dichiarato il presidente americano.

Trump: “L’Iran non avrà mai l’atomica”

Il capo della Casa Bianca ha rilanciato il proprio monito nei confronti di Teheran, ribadendo la linea dura sul nucleare iraniano. In un’intervista a Fox News, Trump ha affermato che la sua pazienza “si sta esaurendo” e ha invitato l’Iran a raggiungere un accordo.

Riferendosi alle divisioni interne al sistema politico iraniano, il tycoon ha sottolineato che “dovrebbero trovare un’intesa”. Sul tema delle presunte scorte nascoste di uranio arricchito, Trump ha minimizzato: “Mi sentirei meglio se le ottenessi, ma credo sia soprattutto una questione di pubbliche relazioni”.

A bordo dell’Air Force One, durante il volo di rientro negli Stati Uniti, il presidente americano ha poi ribadito con fermezza: “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”.

Teheran apre ai colloqui con Washington

Dall’Iran, intanto, arrivano segnali di apertura. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran avrebbe ricevuto nuovi messaggi dagli Stati Uniti che indicano “la disponibilità a proseguire i colloqui e il dialogo” per arrivare a una soluzione della crisi.

Parlando ai giornalisti a New Delhi, il capo della diplomazia iraniana ha ricordato come, nei giorni scorsi, Trump avesse definito “inaccettabile” la risposta iraniana alla proposta americana. Successivamente, però, sarebbero arrivati nuovi contatti da Washington per rilanciare il negoziato.

L’Iran guarda alla Cina come mediatrice

Araghchi ha inoltre aperto a un possibile ruolo di mediazione da parte della Cina. “Qualsiasi iniziativa cinese volta a migliorare la situazione sarà ben accetta dall’Iran”, ha dichiarato il ministro iraniano.

Secondo Teheran, il tentativo di mediazione avviato dal Pakistan non sarebbe fallito, ma starebbe attraversando una fase complessa. Le dichiarazioni sono arrivate al termine della ministeriale dei Paesi Brics ospitata a New Delhi.

Tajani: “Garantire la libertà di navigazione a Hormuz”

Sulla crisi interviene anche l’Europa. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la disponibilità italiana a partecipare a una missione internazionale per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz dopo un eventuale cessate il fuoco.

“La posizione europea, e anche quella italiana, è di intervenire per garantire la libertà di navigazione a Hormuz, anche con una presenza militare”, ha spiegato Tajani durante un intervento a “Mattino Cinque”.

Il ministro ha sottolineato la disponibilità italiana a impiegare i propri dragamine, evidenziando “uno straordinario saper fare italiano”, ma precisando che l’operazione dovrebbe avvenire sotto l’egida delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea o comunque nell’ambito di una missione internazionale.

Accordi commerciali tra Washington e Pechino

Sul fronte economico, Trump ha parlato di “fantastici accordi commerciali” raggiunti con Xi Jinping, definendo il presidente cinese “un grande leader” e “un amico”.

“Abbiamo concluso accordi ottimi per entrambi i Paesi”, ha dichiarato il presidente americano mentre Xi lo accompagnava nei giardini di Zhongnanhai, cuore del potere cinese.

Anche Xi Jinping ha parlato di risultati significativi. Secondo quanto riferito dall’agenzia Xinhua, il leader cinese ha spiegato che le due parti hanno raggiunto “importanti intese comuni” sul mantenimento di relazioni economiche stabili, sull’espansione della cooperazione pratica e sulla gestione delle reciproche preoccupazioni.

Per Xi, la visita di Trump ha avuto “un’importanza storica” e ha contribuito a delineare “una nuova visione” delle relazioni bilaterali, fondata sulla stabilità strategica e sul rafforzamento del coordinamento sulle questioni regionali e internazionali.

Le delegazioni presenti al vertice

Al secondo round di colloqui hanno preso parte, accanto a Trump, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer e l’ambasciatore statunitense in Cina David Perdue.

Con Xi Jinping erano presenti invece il capo di gabinetto Cai Qi, il ministro degli Esteri Wang Yi, il vicepremier He Lifeng, il viceministro degli Esteri Ma Zhaoxu e l’ambasciatore cinese negli Stati Uniti Xie Feng.

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