Il direttore della CIA John Ratcliffe ha incontrato giovedì alti funzionari cubani all’Avana, in una visita a sorpresa che segna il primo contatto diretto di alto livello tra Washington e il governo dell’isola da oltre un decennio. L’incontro, confermato da entrambe le parti, si è svolto al Ministero degli Interni cubano mentre il Paese affronta una grave crisi energetica e un’ondata di proteste per i blackout prolungati.
Secondo fonti statunitensi, Ratcliffe ha consegnato un messaggio personale del presidente Donald Trump, dichiarando che gli Stati Uniti sono pronti a discutere di cooperazione economica e di sicurezza “solo se Cuba intraprenderà cambiamenti fondamentali”. Tra i presenti figuravano il ministro dell’Interno Lázaro Álvarez Casas e Raúl Guillermo Rodríguez Castro, nipote dell’ex presidente Raúl Castro e figura influente nei servizi di sicurezza dell’isola. Il governo cubano ha confermato la riunione, sottolineando che l’incontro è avvenuto su richiesta americana e ribadendo che Cuba “non rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. I funzionari dell’Avana hanno chiesto la rimozione del Paese dalla lista statunitense degli sponsor del terrorismo, definendo tale classificazione “priva di fondamento”.
Il colloquio arriva in un contesto di forte tensione bilaterale. Washington ha imposto un blocco sul carburante diretto a Cuba, aggravando la crisi elettrica che ha paralizzato le province orientali. Trump, dopo la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro a gennaio, ha promesso di “fare qualcosa con Cuba molto presto”, alimentando timori di nuove misure coercitive. Ratcliffe ha lasciato l’isola poche ore dopo l’incontro, a bordo di un aereo governativo decollato dall’aeroporto José Martí. Nessun dettaglio ufficiale è stato diffuso sui risultati, ma la visita segna un raro momento di dialogo in un rapporto segnato da decenni di diffidenza e sanzioni.





