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Tra diplomazia vaticana e politica interna USA, la costruzione silenziosa di un trumpismo senza Trump

Usa-Iran, nello Stretto di Hormuz raid e annunci: Trump avverte Teheran: accordo o missili

Accuse e nuovi incidenti nel Golfo. Gli Stati Uniti denunciano attacchi iraniani mentre Teheran parla di marinai feriti e sequestra una petroliera
sabato, 9 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran resta in vigore, ma il clima si fa sempre più teso. Il presidente americano Donald Trump ha assicurato che la tregua “resta valida”, nonostante le accuse di Teheran, che denuncia violazioni da parte degli Usa con attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz.

Trump ha rilanciato il monito alla Repubblica islamica: “Teheran firmi o colpiremo”

Nel frattempo, la situazione nello Stretto di Hormuz appare sempre più caotica. Secondo quanto riferito da Fox News, le forze statunitensi avrebbero colpito diverse petroliere che tentavano di forzare il blocco navale. Il Centcom sostiene di aver fermato circa 70 petroliere, impedendo il transito di un potenziale carico da 13 miliardi di dollari di greggio iraniano.

Il raid americano

Teheran denuncia conseguenze pesanti dopo gli attacchi americani: dieci marinai iraniani sarebbero rimasti feriti e altri cinque risultano dispersi dopo il raid contro una nave mercantile iraniana nello Stretto di Hormuz. A riferirlo è stato Mohammad Radmehr, funzionario della provincia di Hormozgan, citato dall’agenzia Mehr. Secondo la ricostruzione iraniana, l’imbarcazione è stata colpita durante operazioni militari statunitensi nelle acque tra Hormuz e il Mar di Makran, nel Golfo dell’Oman.

USA: risposta a degli attacchi

Dal canto loro, gli Stati Uniti sostengono di aver risposto ad “attacchi iraniani non provocati” con “raid di autodifesa”. Nella notte tra giovedì e venerdì, nonostante la tregua in vigore dall’8 aprile, le due parti si sono nuovamente scambiate colpi di arma da fuoco.

Sul fronte diplomatico, i negoziati restano aperti ma senza sviluppi definitivi.

Proposta USA, ancora in valutazione

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato all’agenzia Tasnim che la proposta americana “è ancora in fase di valutazione” e che eventuali decisioni saranno annunciate “una volta raggiunta una conclusione definitiva”. Baghaei ha inoltre sottolineato che Teheran si considera ancora “nominalmente in una situazione di cessate il fuoco”, pur mantenendo alta l’attenzione militare sugli sviluppi nella regione.

Emirati, missili intercettati

Intanto gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di aver intercettato due missili balistici e tre droni lanciati dall’Iran. Secondo il ministero della Difesa emiratino, tre persone sono rimaste lievemente ferite. Le autorità di Abu Dhabi hanno inoltre riferito che dall’inizio dell’escalation sarebbero stati intercettati centinaia di missili e oltre duemila droni iraniani.

Dall’Iran nuova sfida all’America

Da Teheran arriva anche un nuovo messaggio di sfida agli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, in un post pubblicato su X, ha accusato Washington di preferire “azioni militari avventate” ogni volta che si apre uno spiraglio diplomatico. “Gli iraniani non cedono mai alle pressioni”, ha scritto il capo della diplomazia iraniana, contestando inoltre le valutazioni della Cia sulla capacità missilistica di Teheran.

Nelle stesse ore, i media iraniani hanno riferito del sequestro di una petroliera identificata come “Ocean Koi”. Secondo l’agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, la nave sarebbe stata fermata dalla marina iraniana durante una “operazione speciale” con l’accusa di ostacolare le esportazioni petrolifere e gli interessi nazionali dell’Iran.

Libano nuovi scontri

Resta alta anche la tensione sul fronte libanese. Hezbollah ha rivendicato il lancio di missili contro una base militare israeliana a Nahariya, nel nord di Israele, in risposta ai raid condotti da Israele nel sud del Libano e nei sobborghi meridionali di Beirut, nonostante il cessate il fuoco ancora formalmente in vigore.

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