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Mosca militarizzata per la parata del 9 maggio. La controproposta di Kiev: tregua immediata

Posti di blocco, mezzi armati e Internet sospeso nella capitale russa: “Missili su Kiev” se colpite le celebrazioni. Zelensky: “La vita vale più di ogni anniversario”. Raid su Poltava e Kharkiv: 5 morti e oltre 30 feriti
mercoledì, 6 Maggio 2026
3 minuti di lettura

Mosca si prepara alla parata del 9 maggio in un clima di massima tensione. La capitale russa è stata sottoposta a misure di sicurezza straordinarie, con posti di blocco agli ingressi, mezzi armati attorno al Cremlino e restrizioni temporanee all’accesso a Internet mobile per contrastare il rischio di attacchi con droni. Da parte sua Kiev ha annunciato un cessate il fuoco unilaterale “a partire dalle 00:00” nella notte tra il 5 e il 6 maggio, presentandolo come un segnale politico e diplomatico. La mossa si distingue dalla tregua annunciata da Mosca per l’8 e 9 maggio, legata alle celebrazioni, e punta a uno stop immediato delle ostilità non vincolato a scadenze simboliche.

“Riteniamo che la vita umana sia un valore incomparabilmente più grande della celebrazione di qualsiasi anniversario”, ha scritto il presidente Volodymyr Zelensky. La proposta arriva alla vigilia delle celebrazioni russe per la Vittoria nella Seconda guerra mondiale, ma si inserisce in un contesto di escalation sul campo. Lo stesso Zelensky ha denunciato “l’estremo cinismo” di Mosca, accusata di continuare a colpire con droni e missili mentre parla di tregua: “La Russia potrebbe cessare il fuoco in qualsiasi momento”. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha rilanciato: “Il 6 maggio mostrerà se Mosca è seria e cosa vuole veramente: la pace o parate militari”.

Minacce e sicurezza

Sul fronte russo, la risposta è stata minacciosa. Il ministero della Difesa ha avvertito che, in caso di attacchi ucraini durante le celebrazioni, Mosca potrebbe colpire direttamente la capitale ucraina: “Le Forze Armate lanceranno un massiccio attacco missilistico di rappresaglia sul centro di Kiev”. Il messaggio è accompagnato dall’invito alla popolazione civile e al personale diplomatico a lasciare la città.

Nel frattempo, la capitale russa è stata trasformata in una zona militarizzata. Secondo il blog VChK-OGPU, “all’ingresso di Mosca ci sono posti di blocco”, mentre “sulle mura e sulle torri del Cremlino ci sono mitraglieri” e l’accesso alla Piazza Rossa è stato chiuso. Le misure includono anche restrizioni alle comunicazioni: il ministero delle Tecnologie digitali ha confermato che Internet mobile è stato temporaneamente sospeso per “ridurre la precisione di puntamento dei droni”.

Attacchi incrociati

Sul terreno, gli scontri continuano con intensità. Attacchi russi con droni e missili hanno colpito infrastrutture energetiche ucraine nelle regioni di Poltava e Kharkiv, causando cinque morti tra dipendenti e soccorritori e oltre trenta feriti, con danni alle infrastrutture del gas e migliaia di utenze interrotte. Mosca sostiene che gli attacchi abbiano preso di mira strutture energetiche e dell’industria della difesa ucraina, presentandoli come risposta alle operazioni di Kiev contro obiettivi in territorio russo.

Le Nazioni Unite hanno denunciato che a Poltava “un secondo attacco ha colpito lo stesso luogo del primo”, uccidendo anche personale di emergenza. Parallelamente, Kiev ha intensificato le operazioni in profondità sul territorio russo. Lo Stato maggiore ucraino ha rivendicato un attacco contro lo stabilimento VNIIR-Progress a Cheboksary, che produce componenti per droni e missili. Secondo le autorità ucraine, l’operazione rientra nella strategia per “ridurre il potenziale militare ed economico dell’aggressore”.

Secondo stime ucraine, le operazioni contro infrastrutture energetiche e industriali russe avrebbero causato danni per oltre 300 milioni di dollari. Raid sono stati segnalati anche nella regione di Leningrado, con incendi in impianti petroliferi e in altre aree fino a oltre mille chilometri dal confine. Il capo dell’intelligence militare ucraina, Kyrylo Budanov, ha difeso la linea di Kiev sostenendo che la tregua proposta “dimostra un vero desiderio di pace”, ma ha avvertito che l’Ucraina resta pronta “a qualsiasi sviluppo degli eventi”.

Diplomazia e iniziative internazionali

Sul piano diplomatico, Zelensky si trovava ieri in Bahrein, dove ha proposto un accordo sulla cooperazione tecnologica in ambito militare, un “Drone Deal”, sottolineando che l’Ucraina è pronta a condividere la propria esperienza nella difesa contro attacchi su larga scala. Intanto, l’Unione europea ha ribadito il proprio sostegno a Kiev. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha dichiarato: “L’Ue sostiene con fermezza tutti gli sforzi per garantire una pace giusta e duratura”, mentre la Commissione ha avviato un’iniziativa per creare un’alleanza industriale sui droni con l’Ucraina.

Bruxelles ha inoltre espresso sostegno all’iniziativa ucraina per un cessate il fuoco immediato, invitando Mosca a compiere “passi concreti” verso una de-escalation. Parallelamente, ha firmato con l’Armenia un nuovo partenariato su trasporti, energia e digitale, segnale di un riassetto più ampio degli equilibri regionali.

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