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Usa Iran, firma venerdì in Svizzera. JD Vance: “Documento breve e generico”

Usa Iran, firma venerdì in Svizzera. JD Vance: “Documento breve e generico”

Riaperto Hormuz e revocato il blocco navale sui porti iraniani. Resta il nodo del Libano: Hezbollah avverte che non ci sarà accordo definitivo senza ritiro israeliano
mercoledì, 17 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Il memorandum tra Stati Uniti e Iran sarà firmato venerdì 19 giugno a Bürgenstock, vicino Lucerna. La conferma è arrivata dalla Svizzera, mentre Washington e Teheran hanno iniziato a chiarire i primi effetti dell’intesa.

Il documento non chiude tutti i dossier aperti, ma fissa una tregua politica e militare dopo settimane di escalation. Prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco navale americano sui porti iraniani e l’avvio di una nuova fase negoziale sul nucleare e sulle sanzioni. Secondo la ricostruzione fornita da funzionari statunitensi, l’accordo preliminare sarebbe già stato sottoscritto in forma elettronica dal Presidente Donald Trump, dal vicepresidente J.D. Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.

La cerimonia in Svizzera servirà a formalizzare il memorandum e ad aprire un nuovo round di colloqui. Vance ha descritto il testo come un documento breve e “molto generico”. Da Washington è stato fatto sapere che i dettagli potrebbero essere resi pubblici prima della firma.

Hormuz, nucleare e sanzioni

Il primo effetto concreto riguarda Hormuz. Il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht Ravanchi ha annunciato ieri che il blocco navale statunitense sui porti iraniani è stato revocato prima ancora della firma formale. Media iraniani avevano già riferito il passaggio di tre petroliere e due navi cariche di beni essenziali attraverso lo Stretto.

La riapertura del corridoio energetico ha avuto un impatto immediato sui mercati. Il Brent è sceso sotto gli 80 dollari al barile per la prima volta in tre mesi, mentre il Wti è arretrato sotto i 77 dollari. Sul nucleare la partita resta invece aperta.

La prossima fase dovrebbe durare 60 giorni e concentrarsi sul programma iraniano, sul ritorno degli ispettori e su un possibile allentamento delle sanzioni. Vance ha detto che gli ispettori potranno rientrare negli impianti e che Stati Uniti e Aiea aiuteranno Teheran a distruggere le scorte di uranio altamente arricchito.

Axios ha riferito che, in caso di accordo definitivo, Washington potrebbe ritirare entro 30 giorni le forze mobilitate durante il conflitto e revocare le sanzioni secondo un calendario prestabilito. Dentro l’amministrazione americana restano però forti cautele. Secondo Axios, la Cia avrebbe espresso dubbi sulle reali intenzioni iraniane e sulla disponibilità di Teheran a rispettare gli impegni sul nucleare.

Il nodo del Libano

Il dossier più delicato resta quello libanese. Teheran considera il memorandum legato anche alla fine delle ostilità tra Israele e Hezbollah. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che, dal punto di vista iraniano, le parti coinvolte sono da un lato Stati Uniti e Israele, dall’altro Iran e Hezbollah.

Il gruppo sciita libanese ha dichiarato di aver ricevuto rassicurazioni da Teheran sul fatto che nella prossima fase dei colloqui sarà chiesto il ritiro delle truppe israeliane dal Libano. Hezbollah ha precisato che il ritiro sarebbe una conseguenza del negoziato, non una precondizione immediata. Ha però aggiunto che non ci sarà un accordo nucleare definitivo senza il ritiro israeliano.

Israele fuori dal testo

Israele non riconosce il memorandum come vincolante per le proprie operazioni. Secondo Channel 12, gli Stati Uniti avrebbero respinto la richiesta israeliana di visionare il testo dell’accordo. Nel frattempo le operazioni nel Sud del Libano sono proseguite. Ieri media libanesi hanno riferito di un raid di droni israeliani su Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, con due morti e un ferito. L’agenzia nazionale libanese Nna ha segnalato anche colpi di artiglieria su Nabatieh al Fawqa, un drone contro un furgone nel distretto di Bint Jbeil e altri tiri nella zona di Jezzine.

Dopo l’annuncio dell’accordo, il bilancio indicato dai media libanesi è salito ad almeno cinque morti. Il memorandum apre quindi una finestra diplomatica, ma lascia irrisolte le due questioni centrali. La prima è se l’Iran accetterà verifiche e limiti sufficienti sul programma atomico. La seconda è se Israele fermerà le operazioni in Libano, dove la tregua annunciata resta, per ora, la parte più fragile dell’intesa.

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