Operazione della Marina israeliana contro la Global Sumud Flotilla diretta verso la Striscia di Gaza. Nella notte sono state intercettate 21 delle 58 imbarcazioni del convoglio, fermando circa 175 attivisti.
L’operazione è avvenuta nel Mediterraneo orientale, nei pressi dell’isola di Creta, a centinaia di miglia nautiche da Israele.
Secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri israeliano, gli attivisti – provenienti da oltre 20 imbarcazioni – sarebbero stati trasferiti “pacificamente” verso Israele. In un messaggio pubblicato sui social, il ministero ha diffuso anche video che mostrerebbero materiali rinvenuti su una delle navi, tra cui preservativi e droga, oltre a immagini degli attivisti a bordo di unità israeliane.
Le restanti imbarcazioni della flottiglia sono state avvertite di cambiare rotta, con l’avviso che in caso contrario saranno anch’esse intercettate.
Le reazioni
Dura la posizione del Presidente dell’Osservatorio Israele, Nicolae Galea, che definisce l’iniziativa “l’ennesima provocazione, tutt’altro che umanitaria”. Galea sottolinea come gli attivisti fossero consapevoli dei rischi, chiedendo inoltre che eventuali spese di rimpatrio siano a loro carico.
Di segno opposto la reazione della Segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che parla di “pirateria internazionale” e di una “grave violazione del diritto del mare”. Secondo Schlein, l’abbordaggio sarebbe avvenuto in acque internazionali, a circa 50 miglia dalle coste greche, e rappresenterebbe un atto illegale.
La leader dem chiede l’intervento delle istituzioni europee e del governo italiano per garantire la sicurezza degli attivisti, ottenerne il rilascio immediato e assicurare l’arrivo degli aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese.





