I ponti del 25 aprile e del Primo maggio riportano sì milioni di italiani in viaggio, ma con un costo più elevato per chi utilizza l’auto. Tra la giornata di ieri e il 3 maggio sono previsti 95 milioni di spostamenti lungo la rete stradale e autostradale, con una spesa per i rifornimenti superiore di 1,4 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo le stime del Codacons l’aumento dei costi è legato soprattutto al gasolio, che oggi risulta più caro del 29,2% rispetto allo scorso anno anche per effetto del riordino delle accise entrato in vigore a gennaio. La benzina registra un incremento più contenuto, pari a circa il 2%. In termini di spesa, un pieno costa mediamente 23,3 euro in più per le auto a diesel e 1,8 euro in più per quelle a benzina.
Il calcolo complessivo tiene conto di una media di un pieno e mezzo per vettura nel periodo festivo, tra spostamenti brevi e viaggi di più giorni. Considerata la composizione del parco auto circolante, con il 40% alimentato a gasolio e il 41,4% a benzina, l’impatto economico sui consumatori risulta rilevante rispetto ai ponti primaverili dello scorso anno.
Fiscalità
Sui viaggi pesa anche un elemento di incertezza legato alla fiscalità. Il primo maggio scade infatti la proroga sul taglio delle accise da 24,4 centesimi al litro. In assenza di nuovi interventi, nel pieno del ponte i prezzi potrebbero aumentare ulteriormente, con il gasolio che arriverebbe a circa 2,3 euro al litro e la benzina a 1,98 euro. Nonostante il rincaro dei carburanti, la mobilità turistica resta elevata. Per il ponte del Primo maggio sono attesi 7,4 milioni di italiani in viaggio, secondo i dati elaborati da Federalberghi. Di questi, circa 2,4 milioni sono minori. Il totale dei pernottamenti raggiunge i 22 milioni, mentre il giro d’affari complessivo è stimato in 3,8 miliardi di euro.
La gran parte dei viaggiatori sceglie destinazioni nazionali. Il 92% resta in Italia, mentre l’8% opta per mete estere. Tra le destinazioni interne prevalgono il mare, le città d’arte e la montagna, seguite dalle località termali e dai laghi. Per chi sceglie l’estero, le capitali europee rappresentano la meta principale.
Durata media
La durata media della vacanza si attesta sui tre giorni. Il dato risulta inferiore rispetto al 2025, quando la collocazione del calendario aveva favorito soggiorni più lunghi grazie alla possibilità di collegare più festività. Nel 2026, invece, la distribuzione delle date riduce le opportunità di estensione dei viaggi, senza però incidere sulla propensione a partire. La spesa media pro capite raggiunge i 512 euro, comprensiva di trasporto, alloggio, ristorazione e altre attività. La spesa giornaliera si attesta intorno ai 170 euro. Una quota significativa del budget viene destinata ai pasti e ai costi di viaggio, seguiti dalle spese per l’alloggio e per gli acquisti.
Le partenze si concentrano nella giornata del 30 aprile, con circa 4,7 milioni di italiani in viaggio, mentre i giorni immediatamente precedenti e successivi registrano flussi più contenuti. La maggioranza dei vacanzieri utilizza l’auto per raggiungere la destinazione, mentre una quota più limitata si sposta in aereo o in treno.





