La capitale somala Mogadiscio è stata scossa da una nuova sparatoria che ha riportato la città in uno stato di tensione che sembrava essersi attenuato negli ultimi mesi.
L’episodio è avvenuto nel quartiere centrale di Hamar Jajab, non lontano da edifici governativi e aree commerciali molto frequentate. Secondo le prime ricostruzioni, uomini armati avrebbero aperto il fuoco contro un posto di blocco della polizia, innescando un conflitto a fuoco durato diversi minuti.
Le autorità non hanno ancora fornito un bilancio ufficiale, ma fonti ospedaliere parlano di diversi feriti e almeno due vittime, tra cui un agente. La polizia ha isolato l’area e avviato una caccia ai responsabili, che sarebbero riusciti a fuggire approfittando della confusione.
L’attacco non è stato immediatamente rivendicato, ma gli investigatori sospettano la mano di cellule legate ad al‑Shabaab, gruppo estremista responsabile di numerosi attentati nel Paese e classificato come organizzazione terroristica da governi e organismi internazionali.
La sparatoria arriva in un momento delicato per la Somalia, impegnata in un processo di riforma della sicurezza e nella transizione verso una maggiore autonomia dalle missioni internazionali. Negli ultimi mesi, il governo aveva annunciato progressi significativi nella riconquista di territori rurali controllati dai miliziani, ma gli attacchi nelle aree urbane dimostrano che la minaccia resta elevata.
Il presidente Hassan Sheikh Mohamud ha condannato l’episodio, definendolo “un attacco alla stabilità della nazione”, e ha promesso un rafforzamento delle misure di sicurezza nella capitale.
Le organizzazioni umanitarie presenti sul territorio hanno espresso preoccupazione per il possibile deterioramento della situazione, ricordando che Mogadiscio ospita migliaia di sfollati interni già colpiti da anni di conflitti e crisi alimentari.





