Una nave mercantile non identificata è stata sequestrata da pirati armati al largo delle coste della Somalia, secondo quanto riferito lunedì da osservatori internazionali. L’allarme è stato lanciato dall’UK Maritime Trade Operations (UKMTO) e dal Centro di sicurezza marittima dell’UE per l’Oceano Indiano (MSCIO), che hanno segnalato l’abbordaggio da parte di otto uomini armati vicino al Corno d’Africa.
L’UKMTO ha raccomandato alle navi di “procedere con cautela e segnalare qualsiasi attività sospetta”, mentre l’MSCIO ha precisato che “l’equipaggio è al sicuro al momento”. La pirateria nella regione, che aveva raggiunto il suo apice nel 2011 prima di essere quasi azzerata dalle missioni internazionali, è tornata a crescere nel 2026, con una serie di sequestri che hanno riacceso i timori di un nuovo ciclo di violenza marittima.
Negli ultimi mesi, tre petroliere che trasportavano fertilizzanti e petrolio sono state dirottate tra aprile e maggio, e una petroliera chimica è stata sequestrata a luglio al largo dello Yemen. Tutte e quattro le imbarcazioni risultano ancora nelle mani dei pirati, ancorate in aree costiere difficilmente accessibili. Il ritorno dei pirati nel Corno d’Africa complica ulteriormente la situazione per gli armatori internazionali, già alle prese con le tensioni nel Medio Oriente. Le rotte commerciali sono sotto pressione: molte compagnie evitano lo Stretto di Hormuz, teatro di scontri, e il Mar Rosso, dove gli Houthi hanno intensificato gli attacchi contro navi civili.
Gli esperti di sicurezza marittima avvertono che la combinazione di instabilità regionale, riduzione delle pattuglie internazionali e crisi economiche locali sta creando un terreno fertile per la rinascita della pirateria. Il Corno d’Africa, crocevia strategico tra Asia, Africa e Medio Oriente, torna così a essere un punto caldo per la sicurezza globale.





