L’Iran ha consegnato al Pakistan la propria risposta alle proposte statunitensi per rilanciare il negoziato, mentre gli Stati Uniti preparano l’arrivo a Islamabad degli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Sullo sfondo restano però il blocco marittimo nel Golfo, la crisi dello Stretto di Hormuz e un clima militare ancora altamente instabile.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato nella capitale pakistana il capo di Stato maggiore Asim Munir, indicato come principale mediatore tra Teheran e Washington.
Secondo i media iraniani, Araghchi ha consegnato una risposta definita “esaustiva”, contenente tutte le osservazioni della Repubblica islamica sulle proposte americane.
Teheran continua tuttavia a negare l’ipotesi di colloqui diretti con la delegazione statunitense. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei ha dichiarato che “non è previsto alcun incontro tra Iran e Stati Uniti” e che le posizioni iraniane saranno trasmesse al Pakistan. Diversa la ricostruzione di Axios, secondo cui un faccia a faccia tra Araghchi e gli emissari di Donald Trump potrebbe avvenire lunedì.
Hegseth: “occasione storica”
Da Washington il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha definito questa fase “un’occasione storica per un accordo serio”, mentre l’amministrazione americana mantiene la linea della massima pressione economica e militare.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato il congelamento di 344 milioni di dollari in criptovalute riconducibili all’Iran. “Stiamo monitorando il denaro che Teheran cerca di far uscire dal Paese”, ha dichiarato, aggiungendo che gli Stati Uniti vogliono colpire ogni linea di finanziamento del regime.
Bessent ha inoltre escluso il rinnovo delle deroghe che consentivano vendite di petrolio iraniano e ha ribadito che il blocco navale resta operativo. “Non c’è petrolio in uscita”, ha detto, sostenendo che nei prossimi giorni l’Iran potrebbe essere costretto a ridurre la produzione con danni ai pozzi.
Continua il blocco navale
Il Comando Centrale Usa ha confermato che il dispositivo navale ordinato da Trump continua a operare, e che dal 13 aprile almeno 29 imbarcazioni dirette o provenienti da porti iraniani sono state fermate dagli USA o costrette a interrompere la navigazione.
Da parte sua Teheran continua a rivendicare il controllo dello Stretto di Hormuz, considerato una leva negoziale decisiva. Dalla magistratura iraniana è arrivato un nuovo messaggio di sfida: gli Stati Uniti, secondo il capo del potere giudiziario Gholam Hossein Mohseni Ejei, non avrebbero la capacità di imporre un blocco navale totale all’Iran.
In questo quadro, almeno 43 navi portacontainer appartenenti alle principali compagnie mondiali restano bloccate nel Golfo Persico a causa del blocco iraniano. Molti operatori hanno sospeso i servizi nell’area, con ritardi nelle consegne e nuovi costi per il commercio globale. Due unità della compagnia MSC sarebbero state sequestrate dalle autorità iraniane.





