L’Intelligenza Artificiale si diffonde con rapidità nel settore finanziario italiano, soprattutto nei comparti assicurativo e bancario, con una forte spinta verso l’IA generativa. Secondo un rapporto basato anche su un’indagine Ocse, il 39% degli operatori utilizza già l’IA nelle attività quotidiane: la quota sale al 70% nelle assicurazioni, al 59% nelle banche e al 31% tra gli operatori dei mercati finanziari. Gli impieghi più diffusi riguardano l’ottimizzazione dei processi interni, l’analisi dei dati, la generazione di contenuti testuali, il contrasto al riciclaggio, la prevenzione delle frodi e l’assistenza alla clientela tramite chatbot. Tre aziende su quattro segnalano miglioramenti nell’efficienza operativa, mentre quasi due terzi registrano aumenti di produttività.
Resta però forte la dipendenza dai grandi fornitori tecnologici: il 75% delle imprese usa servizi cloud di terzi e il 39% modelli di IA generativa esterni. Sul fronte della governance, solo il 16% ha introdotto strutture specifiche per gestire i rischi dell’IA, mentre quasi metà degli intervistati non ha ancora adottato difese contro le minacce informatiche legate a questi sistemi.
Ostacoli
Tra i principali ostacoli emergono incertezza normativa, costi elevati, difficoltà nel reperire competenze specializzate e problemi di qualità dei dati. Le autorità italiane stanno rafforzando strumenti di vigilanza e innovazione per favorire uno sviluppo sicuro e responsabile dell’IA, con l’obiettivo di rendere il sistema finanziario più efficiente, competitivo e attento alla tutela dei consumatori.





