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Attacco al sito petrolifero di Tuapse
Immagine generata da AI: Attacco al sito petrolifero di Tuapse

Droni ucraini sulle raffinerie di Tuapse. Zelensky accelera sullo scudo balistico europeo

Il secondo raid in cinque giorni contro la Rosneft aggrava il deficit di bilancio russo. Dimissioni del capo della polizia ucraina. Le minacce di Lukashenko: “Useremo ogni arma”
martedì, 21 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Per la seconda volta in cinque giorni, i droni di Kiev hanno colpito ieri la raffineria di Tuapse, snodo strategico della Rosneft sul Mar Nero. L’attacco ha provocato un vasto incendio che ha coinvolto almeno due serbatoi di stoccaggio, causando la morte di una persona e il ferimento di un’altra.

Robert Brovdi, comandante delle forze droni ucraine, ha rivendicato l’azione come parte di una strategia volta a soffocare le capacità di esportazione di Mosca, che attraverso questo impianto lavora circa 240.000 barili di greggio al giorno. Parallelamente, l’intelligence militare ucraina (HUR) ha riferito di aver colpito nella notte tra domenica e lunedì due grandi navi da sbarco russe ancorate nella baia di Sebastopoli, in Crimea, infliggendo un nuovo colpo alla flotta del Mar Nero.

Ue e sanzioni

Mentre la Commissione Europea ribadisce che il tetto al prezzo del petrolio russo resta “pienamente giustificato e pertinente” per ridurre i ricavi bellici del Cremlino, da Stoccolma giunge un’analisi impietosa. Thomas Nilsson, capo dell’intelligence militare svedese, ha dichiarato al Financial Times che l’economia russa soffre di un “problema sistemico”: il PIL russo è contratto dell’1,8% negli ultimi due mesi, confermando che il modello basato sulla produzione di materiale bellico destinato alla distruzione non è sostenibile nel lungo periodo.

Secondo Nilsson, Mosca necessiterebbe di un prezzo del greggio Urali stabilmente sopra i 100 dollari al barile per un intero anno solo per pareggiare il bilancio: “Non è un modello di crescita sostenibile produrre materiale bellico che viene poi distrutto sul campo”. Di parere opposto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha definito ieri “difficile ignorare i volumi energetici russi”, ribadendo che Mosca resta un attore indispensabile per la stabilità dei mercati mondiali.

l’appello di Zelensky

In questo quadro, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato una proposta ambiziosa: la creazione di un sistema di difesa antimissile balistico puramente europeo. “Dobbiamo costruire il nostro sistema entro un anno”, ha dichiarato, sottolineando la scarsità dei missili Patriot, drenati dal conflitto in Medio Oriente. Mentre Kiev riceveva il ringraziamento dei Paesi Baltici per aver negato lo spazio aereo al premier slovacco Robert Fico diretto a Mosca, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha denunciato la possibile nascita di un “nuovo blocco di difesa” occidentale che includerebbe Ucraina, Norvegia e Regno Unito, in risposta alla crisi della NATO. In questo scenario di escalation, resta inquietante il monito di Aleksandr Lukashenko. Il leader bielorusso ha dichiarato che, in caso di minaccia all’esistenza del suo Paese, Minsk userà ogni arma disponibile: “Non agiremmo solo noi: agirebbe anche la Russia. E non sarebbe una cosa piacevole“.

Sicurezza Interna

Sul fronte ucraino, una crisi di immagine ha travolto la polizia nazionale. Il capo della polizia, Yevhen Zhukov, ha rassegnato ieri le dimissioni dopo la diffusione di video che mostrano due agenti fuggire durante una sparatoria di massa a Kiev, costata la vita a sei persone. “Hanno agito in modo indegno”, ha ammesso Zhukov, assumendosi la responsabilità del fallimento operativo. Nel frattempo, Sergei ‘Flash’ Beskrestnov, consigliere della Difesa ucraina, è scampato miracolosamente alla morte dopo che un drone Shahed ha centrato la sua abitazione: “Non ho più una casa, ma questo non mi fermerà”. Dall’altro lato del confine, l’FSB russo ha annunciato l’arresto a Pyatigorsk di una cittadina tedesca, accusata di trasportare un ordigno esplosivo per conto dei servizi ucraini per colpire una struttura di sicurezza.

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