L’incontro tra Volodymyr Zelensky e il cancelliere Friedrich Merz a Berlino ha segnato il passaggio politico più rilevante sul fronte europeo: Germania e Ucraina hanno annunciato una “partnership strategica” con nuovi accordi militari e industriali. Zelensky è arrivato nella capitale tedesca con una delegazione di governo per le prime consultazioni intergovernative ufficiali tra i due Paesi da oltre vent’anni. Al centro dell’intesa anche la cooperazione nella produzione di droni, destinata a diventare una delle principali in Europa.
“Vogliamo elevare la partnership fra Germania e Ucraina ad una partnership strategica”, ha dichiarato Merz, parlando di un’intesa “più forte e profonda che mai” e definendo Kiev “partner per un’Europa sicura”. Zelensky ha confermato la firma di diversi accordi, tra cui quello “più importante sulla cooperazione militare”, con produzione e consegna di sistemi missilistici, in particolare Iris-T, e ulteriori sviluppi sui Patriot. “Dobbiamo fare in modo che qui in Europa si possano produrre le armi cruciali per la nostra difesa”, ha detto. Le consultazioni hanno riguardato anche sostegno finanziario, ricostruzione e gestione dei rifugiati. Reuters riferisce che la Germania ha fornito all’Ucraina circa 55 miliardi di euro di aiuti dal 2022 e ha previsto altri 11,5 miliardi nel bilancio attuale, compresi finanziamenti per missili Patriot e sistemi Iris-T.
Italia, sostegno e sanzioni
Dopo Berlino, Zelensky si è recato in Norvegia e oggi è atteso a Roma, dove incontrerà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier ha ribadito la linea italiana: “L’Italia si è schierata senza se e senza ma con la nazione aggredita”, aggiungendo che Roma continuerà a sostenere Kiev mentre lavora a “un percorso di pace che deve essere sostenibile”. Meloni ha rivendicato il ruolo italiano nelle proposte di garanzie di sicurezza “sul modello dell’articolo 5 della Nato”, inizialmente accolte con scetticismo e poi entrate nei piani negoziali. Resta aperto il dossier energetico. Sul possibile ritorno al gas russo, evocato dall’ad di Eni Claudio Descalzi, la premier ha frenato: “Dobbiamo fare molta attenzione”, ricordando che la pressione economica su Mosca “è l’arma più efficace che abbiamo per costruire la pace”.
Europa, sanzioni e nodo Ungheria
Sul piano strategico, Kiev continua a puntare sul rafforzamento della difesa aerea. Dopo un colloquio con il segretario generale della Nato Mark Rutte, Zelensky ha ribadito che “la forza della difesa aerea è la nostra priorità assoluta”. Secondo l’ex capo dell’intelligence militare Kyrylo Budanov, l’Ucraina non è mai stata “così vicina a un accordo con Washington per la nostra futura sicurezza”, mentre sul terreno il conflitto resta bloccato, con “movimenti tattici” ma senza svolte decisive. A Bruxelles, il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha indicato come priorità lo sblocco dei fondi per Kiev e l’approvazione di un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, finora rallentati dal veto ungherese.
Il nodo riguarda sia il prestito europeo da 90 miliardi di euro sia il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, dossier che Bruxelles punta a sbloccare dopo il cambio politico a Budapest. Dopo le elezioni ungheresi, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha parlato di un cambio di scenario: Putin “ha perso il suo cavallo di Troia nell’Unione europea”, riferendosi alla sconfitta di Viktor Orbán. Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha ridimensionato l’impatto del voto, definendolo “improbabile” nel modificare gli equilibri del conflitto.
Zaporizhzhia interruzione energia riparata
Sul terreno, i combattimenti proseguono. Ieri un attacco russo su Dnipro ha causato almeno quattro morti e 25 feriti, secondo le autorità ucraine. Nelle stesse ore, un raid con droni ucraini ha colpito la città russa di Ielets, provocando la morte di una donna e cinque feriti. Colpite anche infrastrutture energetiche: una sottostazione è stata attaccata nella regione di Zaporizhzhia e la centrale nucleare ha perso l’alimentazione elettrica esterna, passando ai generatori diesel. “La situazione è sotto controllo”, hanno riferito le autorità dell’impianto. Sul fronte nord-orientale, Kiev ha confermato avanzate russe nella regione di Sumy, dove Mosca punta a creare una zona cuscinetto lungo il confine. Sul piano energetico, Zelensky ha assicurato che la riparazione dell’oleodotto Druzhba, che rifornisce l’Ungheria di petrolio russo, sarà completata entro la fine di aprile.





