A giugno 2026 si registra un saldo annualizzato positivo pari a 299.000 posizioni di lavoro del settore privato, confermando quindi una dinamica positiva consistente, seppure in flessione rispetto al trimestre precedente. Il dato è calcolato come somma delle differenze tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi e rappresenta la variazione tendenziale su base annua delle posizioni di lavoro. I contratti a tempo indeterminato continuano a essere la tipologia contrattuale prevalente di questa variazione tendenziale con un saldo pari a +246.000 rapporti di lavoro; per le altre tipologie contrattuali la variazione è risultata anch’essa positiva e pari a +53.000 rapporti di lavoro, su questo dato hanno inciso da un lato gli incrementi dei rapporti di lavoro intermittenti (+44.000), a tempo determinato (+13.000) e in somministrazione (+11.000), mentre sono risultati in calo i rapporti di lavoro stagionali (-1.000) e in apprendistato (-14.000).
Questi i dati di sintesi dell’Osservatorio sul mercato del lavoro dell’INPS curato dal Coordinamento Generale Statistico Attuariale, dalla Direzione Centrale Entrate e dalla Direzione Centrale Tecnologia Informatica e Innovazione, strumento di rilevazione e analisi dei movimenti dei rapporti di lavoro – assunzioni, trasformazioni e cessazione – e delle prestazioni di lavoro occasionale.
La dinamica dei flussi
Nel complesso le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nel primo semestre del 2026 sono state 4.284.000, in leggera flessione (-0,8%) rispetto allo stesso periodo del 2025. La flessione ha riguardato le seguenti tipologie contrattuali: contratti a tempo indeterminato (-5,6%), in apprendistato (-5,5%) e a tempo determinato (-3,1%). Sono aumentate le assunzioni dei contratti stagionali (+0,7%), in somministrazione (+5,7%) e intermittenti (+8,2%).
Nel primo semestre del 2026, le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato sono state 383.000, in calo del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. In diminuzione anche le conferme dei rapporti di apprendistato al termine del periodo formativo, scese da 60.000 a 57.000 (-4,0%).
Nei primi sei mesi del 2026 le cessazioni sono state 3.353.000, in calo dell’0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La riduzione riguarda i contratti di apprendistato (-6,9%) e quelli a tempo determinato (-3,6%) e indeterminato (-1,7%), mentre risultano in aumento le cessazioni dei rapporti intermittenti (+5,4%), stagionali e in somministrazione rispettivamente +4,0% e +3,9%.
Le agevolazioni ai rapporti di lavoro
Nel primo semestre del 2026, le attivazioni di rapporti di lavoro incentivati (con riferimento sia alle nuove assunzioni che alle trasformazioni contrattuali) hanno registrato una significativa contrazione (-31,6%) rispetto allo stesso periodo del 2025. La flessione interessa tutte le principali misure agevolative, seppur con intensità differenti. In particolare, le attivazioni riconducibili all’esonero giovani evidenziano la riduzione più marcata (-53,5%), segue il Bonus ZES (-21,5%), mentre l’insieme eterogeneo che raggruppa le “Altre misure” diminuisce del 7,7%. Più contenuta risulta la contrazione delle attivazioni associate all’incentivo donne (-5,5%).
Questi andamenti sono riconducibili, in larga misura, al fatto che le circolari attuative delle misure prorogate per l’anno 2026 ai sensi del D.L. n. 62/2026 sono state pubblicate nel mese di maggio 2026 e pertanto il ricorso agli incentivi è ancora molto contenuto.
Si segnala che la presente pubblicazione consente per la prima volta di monitorare le attivazioni riconducibili al Bonus ZES, istituito per sostenere l’occupazione nella Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno (ZES unica) e contribuire alla riduzione dei divari occupazionali, ai sensi del D.L. n. 60/2024 e del D.L. n. 62/2026.
Focus rapporti in somministrazione
Nel report è presente una tavola che espone la disaggregazione degli andamenti dei rapporti di somministrazione distinguendo tra quelli a tempo indeterminato e quelli a termine (questi ultimi includono sia i contratti a tempo determinato che stagionali).
Nel corso dei primi sei mesi del 2026, rispetto al corrispondente periodo del 2025, si è registrata una flessione delle assunzioni a tempo indeterminato (-27,2%), mentre aumentano quelle a termine del +7,0%.
Andamento simile si osserva per le cessazioni: diminuiscono quelle relative ai contratti a tempo indeterminato (-4,6%), mentre aumentano quelle dei contratti a termine (+4,5%). Il saldo annuale – e quindi la variazione tendenziale – è risultato positivo a giugno 2026 (+11.000), esito della somma algebrica tra il saldo negativo delle posizioni di somministrazione a tempo indeterminato (-1.000) e quello positivo delle posizioni a termine (+12.000).
Il lavoro occasionale
A giugno 2026, i lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) risultano circa 22.000, in aumento del 4,1% rispetto allo stesso mese del 2025. L’importo medio mensile lordo della remunerazione effettiva è pari a 239 euro.
Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF), a giugno 2026 essi risultano circa 10.000, sostanzialmente stabili (+1,5%) rispetto a giugno 2025; l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 183 euro.
I dati completi sono consultabili sulla home page del sito istituzionale dell’Inps (www.inps.it) nella sezione Dati e Bilanci / Osservatori statistici e altre statistiche / Osservatorio sul mercato del lavoro – Assunzioni, trasformazioni e cessazioni di rapporti di lavoro.





