Una delle tre donne italiane che risultavano disperse ha contattato il Consolato italiano a Madrid, comunicando di stare bene. Lo riferisce la Farnesina. La connazionale viaggiava a bordo di un treno Renfe. Scende così a due il numero degli italiani ancora dispersi, mentre proseguono le verifiche delle autorità diplomatiche italiane, in coordinamento con la polizia e i servizi sanitari spagnoli.
Soccorsi senza sosta tra le macerie
Sono proseguite per tutta la notte a Urda, nei pressi di Toledo, le operazioni di soccorso dopo lo scontro tra due treni ad alta velocità avvenuto ieri. Il bilancio provvisorio è drammatico: almeno 68 persone hanno perso la vita e oltre 180 sono rimaste ferite. Nove gli italiani coinvolti nell’incidente. Oltre 700 soccorritori sono impegnati sul luogo della tragedia. Due grandi gru stanno rimuovendo i resti delle carrozze distrutte, mentre droni dotati di sensori termici sorvolano l’area alla ricerca di eventuali persone ancora intrappolate tra i rottami.
Droni e mezzi speciali per ricostruire la dinamica
Parallelamente alle operazioni di soccorso, i droni della Guardia Civil hanno sorvolato per ore la zona dell’incidente, effettuando rilievi e mappando l’area. Un’attività fondamentale per raccogliere elementi utili a ricostruire la dinamica dello scontro e chiarire le cause della sciagura.
La Spagna si ferma per ricordare le vittime
A mezzogiorno la Spagna si è fermata per rendere omaggio alle vittime dell’incidente ferroviario di Urda. A Madrid, il Senato ha osservato un minuto di silenzio in Plaza de la Marina Española. Iniziative analoghe si sono svolte davanti all’Assemblea regionale, al municipio della capitale e presso numerose istituzioni locali in tutto il Paese. A Valencia, la commemorazione davanti al Palau de la Generalitat ha unito il ricordo delle vittime della sciagura ferroviaria a quello delle persone morte nelle alluvioni provocate dalla Dana del 29 ottobre 2024, che causarono oltre 230 vittime nella regione. Le cerimonie di oggi fanno seguito a quelle organizzate ieri sera alle 20, su iniziativa della Federazione spagnola dei Comuni e delle Province (Femp), davanti ai municipi di tutto il Paese. La Spagna è in lutto nazionale per tre giorni.
Le registrazioni audio e i dubbi sulla gestione dell’emergenza
A gettare nuove ombre sulla tragedia sono tre registrazioni audio relative alle comunicazioni tra i macchinisti e il centro di controllo ferroviario di Atocha, diffuse dai media spagnoli, tra cui El País. Le conversazioni, secondo quanto riportato, solleverebbero interrogativi sulle istruzioni impartite ai convogli prima dello scontro. I contenuti dovranno essere verificati nell’ambito delle indagini per accertare eventuali responsabilità.
L’ordine di marcia al centro delle verifiche
Stando alle ricostruzioni diffuse dai media spagnoli, il controllore avrebbe ordinato al treno ad alta velocità AVE, che si trovava circa 25 chilometri dietro a un convoglio Iryo fermo, di riprendere la «marcia normale». Secondo le prime interpretazioni delle comunicazioni, le procedure avrebbero invece richiesto una marcia «a vista», con una velocità massima di 40 chilometri orari. Un’indicazione analoga sarebbe stata impartita anche alla macchinista dell’Iryo.
L’allarme della macchinista e il mancato intervento
Dalle registrazioni emergerebbe inoltre che, circa sette minuti dopo, la macchinista del treno Iryo avrebbe contattato telefonicamente il centro di controllo per segnalare che il convoglio era ancora fermo. Secondo la ricostruzione riportata dai media, nei cinque minuti precedenti allo scontro non sarebbe stato comunicato al macchinista dell’AVE alcun ordine di rallentamento o di frenata. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire la sequenza esatta degli eventi e a chiarire se eventuali errori nelle comunicazioni abbiano contribuito all’incidente.





