In Italia circa 3mila persone muoiono ogni anno a causa di traumi gravi, prima causa di decesso nella fascia tra i 20 e i 40 anni. A richiamare l’attenzione sul fenomeno è Hayato Kurihara, responsabile di Chirurgia d’urgenza del Policlinico di Milano, intervistato per Medicina Top, format televisivo di Italpress. A livello mondiale i decessi per trauma raggiungono i cinque milioni annui, dei quali un milione e mezzo attribuibili agli incidenti stradali. Le conseguenze comprendono anche lunghi percorsi di cura, riabilitazione e difficoltà nel recupero delle normali attività.
«Perdere tre minuti di tempo nel controllo dell’emorragia aumenta la mortalità dell’1%, sei minuti del 2%, nove minuti del 3%», spiega Kurihara, che paragona il coordinamento del personale sanitario al cambio gomme della Formula 1. Fondamentale il «Trauma System», dalla prevenzione al soccorso, fino alla scelta dell’ospedale più appropriato e alla riabilitazione.
Il medico sottolinea anche l’importanza della preparazione dei cittadini davanti alle emorragie gravi e annuncia una collaborazione con un ospedale governativo di Abu Dhabi per l’organizzazione dei servizi dedicati ai traumi.





