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Lavoro, disoccupazione al 6,2%: 48mila persone in più in cerca di impiego. Giovani al 20,3%

I dati Istat di agosto 2026: 24,35 milioni di occupati, 291mila in più su base annua. Aumentano i contratti stabili, diminuiscono quelli a termine
venerdì, 30 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Il mercato del lavoro italiano registra una sostanziale stabilità dell’occupazione ad agosto 2026, ma aumenta il numero delle persone in cerca di impiego. Secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat il 1° ottobre, gli occupati sono 24 milioni e 352mila, circa 5mila in meno rispetto a luglio, con una variazione percentuale nulla. Il tasso di occupazione scende al 63%, in calo di 0,1 punti percentuali, mentre quello di disoccupazione raggiunge il 6,2%, con un incremento di 0,2 punti. Le persone in cerca di lavoro salgono a un milione e 591mila, 48mila in più rispetto al mese precedente, pari a una crescita del 3,1%. L’aumento interessa uomini, donne e tutte le fasce d’età. Tra i giovani dai 15 ai 24 anni, il tasso di disoccupazione arriva al 20,3%, con un rialzo di 0,6 punti percentuali.

La stabilità complessiva degli occupati nasconde dinamiche differenti tra le tipologie contrattuali. I dipendenti permanenti raggiungono quota 16 milioni e 669mila, con 48mila unità in più rispetto a luglio (+0,3%). Una crescita compensata dalla diminuzione dei lavoratori a termine, scesi di 48mila unità (-2%), e degli autonomi, diminuiti di 5mila (-0,1%).

Occupazione

Le differenze emergono anche dall’analisi per età. Tra gli occupati con almeno 50 anni si registra un incremento di 48mila unità (+0,5%), mentre nella fascia tra 35 e 49 anni il calo raggiunge 41mila persone (-0,5%). I lavoratori tra 25 e 34 anni diminuiscono di 11mila unità (-0,3%), a fronte della stabilità rilevata tra i 15 e i 24 anni. Sul fronte della partecipazione al mercato del lavoro, gli inattivi tra 15 e 64 anni scendono a 12 milioni e 124mila, con una riduzione di 21mila unità (-0,2%) rispetto a luglio. Il tasso di inattività si attesta al 32,7%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali. Il calo riguarda gli uomini e quasi tutte le classi d’età, mentre tra i 35 e 49 anni si registra un aumento. Per le donne il dato rimane sostanzialmente invariato.

Le differenze di genere interessano anche i tassi di occupazione. Quello maschile si colloca al 71,6%, in flessione di 0,1 punti rispetto a luglio, mentre quello femminile resta stabile al 54,3%. La disoccupazione raggiunge il 5,7% tra gli uomini e il 6,8% tra le donne, con incrementi rispettivamente di 0,3 e 0,1 punti percentuali.

Il confronto annuale

Il quadro cambia nel confronto con agosto 2025. In dodici mesi il numero degli occupati aumenta di 291mila unità (+1,2%), mentre il tasso di occupazione guadagna 0,6 punti percentuali. La crescita coinvolge uomini e donne, i lavoratori tra 25 e 34 anni e quelli con almeno 50 anni. Diminuiscono invece gli occupati tra 15 e 24 anni e nella fascia 35-49 anni. L’incremento annuale interessa soprattutto i dipendenti permanenti, che aumentano di 370mila unità (+2,3%), e gli autonomi, in crescita di 78mila (+1,5%). I lavoratori a termine registrano invece una contrazione di 157mila persone (-6,2%). Tra le classi d’età, il contributo più consistente arriva dagli over 50, con 367mila occupati in più (+3,6%).

Anche la disoccupazione, però, presenta un aumento su base annua. Rispetto ad agosto 2025, le persone in cerca di lavoro crescono di 129mila unità (+8,8%), mentre gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono di 381mila (-3%). Il tasso di disoccupazione guadagna 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Nel trimestre giugno-agosto crescono occupati e disoccupati

Il confronto tra il trimestre giugno-agosto 2026 e quello precedente, marzo-maggio, evidenzia un aumento di 40mila occupati (+0,2%). Nello stesso periodo le persone in cerca di lavoro crescono di 123mila unità (+8,5%), mentre gli inattivi tra 15 e 64 anni si riducono di 164mila (-1,3%). Tra i lavoratori dipendenti, il trimestre registra 96mila occupati permanenti in più (+0,6%), a fronte di una riduzione di 29mila contratti a termine (-1,2%) e di 27mila autonomi (-0,5%). L’occupazione aumenta soprattutto tra gli uomini, con 40mila unità aggiuntive, mentre tra le donne rimane stabile.

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