La Banca centrale europea non tocca i tassi di interesse, ma si prepara a cambiare guida. Christine Lagarde ha annunciato difatti ieri che lascerà la presidenza il prossimo 7 febbraio, in anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato. Una decisione che apre la partita per la successione proprio mentre Francoforte deve fare i conti con le conseguenze dello shock energetico e con un quadro economico ancora incerto. Sul fronte della politica monetaria il Consiglio direttivo ha confermato il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e il tasso sui prestiti marginali al 2,90%. Nessuna variazione, dunque, in una fase nella quale il rincaro dell‘energia rischia di spingere nuovamente l‘inflazione e, allo stesso tempo, di frenare la crescita dell‘Eurozona.
“I prezzi dell‘energia hanno continuato ad aumentare, comportando rischi al rialzo per le prospettive di inflazione e rischi al ribasso per le prospettive di crescita”, ha avvertito la Bce. Finora, però, l‘inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno registrato reazioni significative. Il timore riguarda soprattutto la durata dello shock: più a lungo persisteranno le tensioni energetiche, maggiori saranno le ripercussioni sui prezzi e sull‘economia.
La prudenza della Bce
A complicare lo scenario c‘è anche l‘inasprimento delle condizioni di finanziamento rispetto all‘ultima riunione, un fattore destinato a incidere sia sull‘andamento dell‘inflazione sia sull‘attività economica. Francoforte conferma l‘obiettivo del 2% nel medio termine, ma evita di anticipare le prossime mosse. Le scelte sui tassi dipenderanno dai dati disponibili e dalla valutazione dei rischi, senza impegni su un percorso già definito. Il Consiglio direttivo ritiene di trovarsi “in una posizione favorevole per affrontare l‘attuale situazione di elevata incertezza”. Una fiducia accompagnata dalla cautela, mentre continua la riduzione dei portafogli dei programmi di acquisto Paae Pepp, senza reinvestimento dei capitali rimborsati sui titoli in scadenza. La Bce mantiene inoltre a disposizione gli strumenti necessari a contrastare eventuali tensioni sui mercati che possano compromettere la trasmissione della politica monetaria.
Ma a segnare la giornata è soprattutto l‘annuncio di Lagarde. “Ho appena informato i miei colleghi governatori e lo staff della Banca centrale europea che rassegnerò le mie dimissioni con effetto dal 7 febbraio, al termine della riunione del Consiglio direttivo”, ha spiegato in un videomessaggio sui social. La Presidente ha parlato di “un grande orgoglio e un grande privilegio” nel ricordare gli anni trascorsi alla guida dell‘istituzione e il lavoro svolto per difendere la stabilità dei prezzi e quella finanziaria.
Lagarde saluta Francoforte
“Penso di lasciare un‘istituzione con l‘idea del buon lavoro fatto e di una banca centrale europea adatta al futuro”, ha aggiunto Lagarde, ringraziando quanti hanno contribuito alla missione dell‘Eurotower. Parole che accompagnano l‘uscita anticipata dalla presidenza e l‘avvio di una nuova fase per la banca centrale, chiamata a scegliere il proprio vertice in un passaggio economico delicato. Il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha annunciato che l‘iter per la nomina del successore partirà oggi e procederà “senza indugio”, così da garantire una transizione ordinata. La scelta spetterà al Consiglio europeo nella composizione per l‘area euro, secondo la procedura prevista dall‘articolo 283, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell‘Unione europea.
“Prendo atto con rispetto della sua decisione”, ha dichiarato Costa, che ha ringraziato Lagarde per il “forte senso del dovere e della responsabilità”. Nel suo messaggio ha richiamato le prove affrontate durante il mandato, dalla pandemia alla guerra in Europa, fino alle crisi energetiche e agli shock inflazionistici. Una leadership che, secondo il presidente del Consiglio europeo, ha contribuito a salvaguardare la stabilità e la resilienza dell‘area euro.
Il tributo di von der Leyen
Anche Ursula von der Leyen ha voluto rendere omaggio alla Presidente uscente: “Christine! Grazie per tutto quello che hai fatto per l‘Europa e per l‘euro”, ha scritto su X la Presidente della Commissione europea. Nel suo messaggio ha ricordato la capacità di Lagarde di affrontare le crisi e di promuovere una maggiore integrazione finanziaria, rafforzando il peso della moneta unica sulla scena internazionale: “Dalla pandemia alla guerra di aggressione della Russia, la tua mano ferma ha contribuito a mantenere la nostra economia stabile e resiliente”, ha sottolineato von der Leyen. E ancora: “Hai rafforzato la sovranità economica dell‘Europa”, con un riferimento anche alla fiducia e all‘autorevolezza riconosciute a Lagarde. La Presidente della Commissione ha infine espresso l‘auspicio che molte altre donne possano seguire le sue orme.





