Tragedia in Cappadocia, una delle destinazioni turistiche più celebri della Turchia. Una parte di una grande formazione rocciosa vulcanica è crollata giovedì 29 ottobre nella zona di Göreme, provocando la morte di tre persone e il ferimento di altre cinque. L’incidente si è verificato nei pressi dell’ingresso del museo all’aperto, vicino a un parcheggio frequentato dai visitatori.
A staccarsi dalla parete è stata una porzione di uno dei caratteristici ‘camini delle fate’, le spettacolari formazioni che hanno reso famoso in tutto il mondo il paesaggio della Cappadocia. Secondo il governatore della provincia di Nevşehir, Huseyin Kok, a provocare il cedimento sarebbero state con ogni probabilità le intense piogge che hanno interessato la regione.
Sul posto sono intervenute squadre di soccorso, personale sanitario, polizia e uomini della protezione civile. Mezzi pesanti sono stati utilizzati per rimuovere i grandi blocchi di roccia precipitati nell’area sottostante. Le vittime sono due cittadini turchi e uno straniero, mentre cinque persone sono rimaste ferite. Quattro di loro sono state successivamente dimesse dall’ospedale. Il ministro della Giustizia Akin Gurlek ha annunciato l’apertura di un’indagine per accertare le circostanze del crollo.
L’incidente è avvenuto durante la Festa della Repubblica, giornata festiva nazionale che richiama tradizionalmente numerosi visitatori nelle principali località turistiche del Paese. La Cappadocia, nell’Anatolia centrale, custodisce un paesaggio modellato nel corso del tempo dall’erosione di materiali di origine vulcanica. Il Parco nazionale di Göreme e i siti rupestri della regione sono iscritti dal 1985 nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Oltre ai celebri camini delle fate, l’area è conosciuta per le abitazioni ricavate nella roccia, le chiese rupestri e le città sotterranee. Il cedimento riporta ora l’attenzione sulla fragilità naturale di queste formazioni. Già nel 2024 un altro camino delle fate era crollato dopo essere stato indebolito dalle condizioni meteorologiche, senza però provocare vittime.





