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Aung San Suu Kyi

Myanmar, dopo cinque anni Aung San Suu Kyi torna a parlare con il figlio

sabato, 24 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

La prima domanda è stata quella di una madre: “Ti stai prendendo cura di te?”. Dopo più di cinque anni di silenzio, Aung San Suu Kyi ha potuto parlare al telefono con il figlio Kim Aris, in quello che rappresenta uno dei rarissimi contatti della leader birmana con il mondo esterno dal colpo di Stato militare del 2021.

Una conversazione di venti minuti, avvenuta mentre Aris si trovava nell’ambasciata del Myanmar a Londra e la madre nella capitale Naypyidaw. A 81 anni, la premio Nobel per la Pace del 1991 resta detenuta dopo essere stata condannata, al termine di una serie di processi duramente contestati dai suoi sostenitori e dalle organizzazioni per i diritti umani. Sta scontando una pena di 18 anni agli arresti domiciliari e dal febbraio 2021, quando l’esercito rovesciò il governo eletto da lei guidato, le informazioni sulle sue condizioni sono state estremamente limitate.

Al figlio è apparsa lucida e forte, anche se afflitta da problemi di salute. Aris ha riferito che la madre soffre di tendinite a una mano, con dolori che a volte le impediscono persino di utilizzarla. Suu Kyi gli avrebbe spiegato di essere sottoposta a controlli medici ogni sei mesi. Il colloquio, probabilmente sorvegliato dalle autorità secondo Aris, è rimasto inevitabilmente confinato agli affetti e alla vita familiare. Nessun discorso sulla guerra civile che continua a devastare il Myanmar.

La telefonata, tuttavia, arriva in una fase in cui il regime sta concedendo una maggiore visibilità alla sua prigioniera più celebre, alimentando l’ipotesi che possa cercare di migliorare la propria immagine internazionale. Per Aris il rischio è proprio questo: trasformare pochi gesti di apertura in una vetrina politica. Una telefonata non significa libertà e neppure il ritorno a rapporti familiari regolari. Dietro quei venti minuti rimane infatti la realtà di una donna ancora detenuta e di un Paese profondamente lacerato. E il figlio teme che la madre possa diventare una preziosa carta negoziale nelle mani dei militari.

Nel breve spazio concesso agli affetti è emerso anche un desiderio sorprendentemente normale: Suu Kyi vorrebbe ricevere qualcosa di buono da mangiare. Un piccolo conforto quotidiano dopo anni di isolamento, mentre attorno alla sua figura continua a giocarsi una partita politica che riguarda il futuro dell’intero Myanmar.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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