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Droga, Mattarella: “Contrastare i trafficanti è un dovere degli Stati”. Meloni: “Rende schiavi”

Al vertice internazionale di San Patrignano il Capo dello Stato parla della necessità di una risposta comune contro il narcotraffico. Il Premier mette in guardia dalle nuove sostanze e rilancia il ruolo della prevenzione e delle comunità nel recupero delle persone con dipendenze
sabato, 24 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

La droga attraversa i confini, alimenta le reti criminali e lascia conseguenze che non si fermano alla salute di chi ne fa uso, ma raggiungono famiglie e comunità. È da questa dimensione del problema che prende forma il confronto internazionale ospitato ieri a San Patrignano, dove le delegazioni della Coalizione Europea contro le Dipendenze si sono riunite su iniziativa di Italia e Francia. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio ai partecipanti mentre il Primo Ministro Giorgia Meloni è intervenuto direttamente all’interno della comunità che da circa cinquant’anni accoglie persone impegnate in un percorso di recupero.

Una responsabilità che supera i confini

«Le reti criminali che organizzano il traffico di stupefacenti non conoscono confini. Contrastarle con rigore è dovere di ogni Stato e dell’intera comunità internazionale». Mattarella ha affidato a queste parole il richiamo a una cooperazione stabile, perché nessun Paese, da solo, può affrontare un fenomeno che coinvolge sicurezza, salute pubblica, coesione sociale e qualità della convivenza democratica. Il Capo dello Stato guarda anche alle condizioni che favoriscono le dipendenze: disagio sociale, isolamento e timore del futuro, soprattutto tra i giovani. Fragilità che, ha aggiunto, possono manifestarsi nell’abuso di alcol, nelle ludopatie e nelle nuove dipendenze digitali. Per questo il contrasto ai traffici deve affiancarsi alla prevenzione, alla cura e al reinserimento, attraverso il lavoro di servizi pubblici, scuole, famiglie, volontari e comunità terapeutiche, ai quali il Presidente rivolge la riconoscenza della Repubblica.

La droga ti rende schiavo

Il Presidente del Consiglio ha scelto di partire dalla parola libertà, per contestare l’idea che l’uso di stupefacenti possa rappresentare un diritto o una scelta senza conseguenze: «In troppi contesti si continua a dire che la droga sarebbe una scelta di libertà, addirittura quasi un diritto da garantire», ha detto davanti alle delegazioni per richiamare poi l’esperienza dei ragazzi di San Patrignano: «La droga ti rende schiavo e gli schiavi non sono liberi e non hanno diritti per antonomasia». Meloni ha messo in guardia anche dalla banalizzazione del consumo e dai messaggi che associano le sostanze a comportamenti vincenti. A suo giudizio il rischio è lasciare una persona sola davanti a un pericolo capace di travolgerla. Da qui l’appello a combattere ogni droga e a stroncare i traffici illegali che alimentano le dipendenze.

Nel discorso ha trovato spazio il cambiamento del mercato degli stupefacenti, con droghe che il Premier ha descritto come più potenti, economiche e accessibili rispetto a quelle di decenni fa. Le sostanze sintetiche, ha spiegato, cambiano più in fretta delle norme e delle capacità di intercettazione delle forze di polizia; Meloni ha citato inoltre l’Intelligenza Artificiale nella diffusione di nuove molecole e afferma che i derivati della cannabis presentano, in media, un principio attivo trenta volte superiore a quello di alcuni decenni fa.

Per il Premier comunque la risposta non può arrivare soltanto dalle attività di contrasto: la prevenzione deve cominciare presto, parlare ai giovani e coinvolgere scuole, università, famiglie e media, fino agli ambienti digitali. Su questo fronte ha parlato di un’interlocuzione avviata con i principali network per correggere messaggi ritenuti fuorvianti.

La possibilità di tornare a vivere

A San Patrignano Meloni ha parlato anche di una legge approvata per ampliare e semplificare, secondo quanto illustrato, la possibilità per persone con tossicodipendenza che abbiano commesso reati legati all’uso di sostanze di scontare in comunità la pena, intera o residua: «La pena deve saper aprire anche una strada di ritorno perché il carcere non può essere l’unica risposta alla dipendenza». Il Premier si è detta orgogliosa di aver portato l’attenzione dell’Europa sulla comunità, definita una «fabbrica di speranza e libertà». Qui il recupero, ha spiegato, non chiede di cancellare il passato, ma di riprendersi ciò che la droga ha sottratto: legami, lavoro, autonomia: «Nessuno è perduto per sempre, ogni vita può essere riconquistata» la chiosa finale del Presidente del Consiglio.

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