Tre calendari diversi e una posta in gioco altissima. In Utah si apre il confronto sulla data del processo a Tyler Robinson, il 23enne accusato dell’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk. La difesa chiede di arrivare al terzo trimestre del 2029, i procuratori propongono il 31 gennaio 2028, mentre la vedova Erika Kirk preme perché il dibattimento cominci già nell’ottobre 2027. A decidere sarà il giudice Tony Graf.
Robinson si è dichiarato non colpevole e deve rispondere di sette capi d’accusa, tra cui quello di omicidio aggravato. Secondo l’accusa avrebbe ucciso Kirk nel settembre 2025 mentre quest’ultimo partecipava a uno dei suoi dibattiti alla Utah Valley University di Orem. I pubblici ministeri intendono chiedere la pena di morte.
La distanza tra le parti nasce soprattutto dalla complessità prevista per il procedimento. Gli avvocati di Robinson sostengono di avere bisogno di anni per esaminare la grande quantità di materiale raccolto, affrontare le questioni relative alla scelta della giuria, ai testimoni e all’eventuale sede del processo. Stimano inoltre che il dibattimento possa durare tra sei e sette mesi. L’accusa, invece, prevede circa 17 settimane di udienze.
La posizione più dura contro un rinvio così lungo è quella di Erika Kirk. I suoi legali hanno definito la tempistica proposta dalla difesa eccessiva rispetto a casi comparabili e chiesto che il processo inizi il prima possibile. Sul calendario è intervenuto anche il presidente Donald Trump, storico alleato politico di Kirk, criticando pubblicamente la prospettiva di attendere anni prima del giudizio.
Sul fondo resta la forte dimensione politica del caso. Kirk era una delle figure più conosciute dell’attivismo conservatore americano e aveva costruito una vasta influenza tra gli elettori più giovani. I procuratori sostengono che sia stato preso di mira per le sue posizioni politiche, mentre la difesa contesta elementi della ricostruzione dell’accusa. Prima ancora di entrare nel vivo del processo, dunque, la giustizia deve risolvere una questione decisiva: quanto tempo sia necessario per garantire insieme un giudizio tempestivo e una difesa adeguata in un procedimento che può portare alla pena capitale.





