Gli Stati Uniti alzano un nuovo argine contro il rischio di importazione dell’Ebola. Dal 3 novembre tutti i passeggeri che saliranno su un volo internazionale diretto negli Usa dovranno attestare, attraverso una dichiarazione cartacea o digitale, di non essere stati nella Repubblica Democratica del Congo nei 21 giorni precedenti la partenza. La disposizione riguarda anche chi utilizza gli Stati Uniti soltanto come scalo verso un’altra destinazione.
Le nuove misure di controllo
La nuova misura del Centers for Disease Control and Prevention rafforza le restrizioni adottate nei mesi scorsi dopo l’esplosione dell’epidemia del 2026. Da maggio era stato vietato l’imbarco verso gli Stati Uniti alle persone che avevano soggiornato nella Repubblica Democratica del Congo nelle tre settimane precedenti, mentre da luglio il provvedimento era stato esteso anche ai cittadini americani. Il nuovo sistema introduce quindi un controllo generalizzato alla partenza. Le compagnie aeree dovranno verificare che i passeggeri abbiano compilato la dichiarazione richiesta prima dell’imbarco. Il CDC ha inoltre programmato incontri informativi con i principali vettori statunitensi e stranieri per illustrare l’applicazione delle nuove disposizioni.
La situazione in Uganda e Sud Sudan
La stretta non riguarda soltanto il Congo. Nell’ambito delle misure adottate per contenere il rischio Ebola, gli Stati Uniti hanno già imposto limitazioni ai cittadini stranieri che abbiano soggiornato in Uganda o Sud Sudan nei 21 giorni precedenti il viaggio. Per i cittadini e i connazionali statunitensi provenienti da questi due Paesi sono invece previsti l’ingresso attraverso aeroporti designati e controlli sanitari. Al centro dell’allarme resta il ceppo Bundibugyo, responsabile dell’attuale epidemia e privo, secondo le informazioni disponibili, di un trattamento o vaccino approvato. «Reuters riferisce circa 4.700 vittime confermate in Africa sulla base dei dati dell’Africa CDC». Negli Stati Uniti, però, il CDC sottolinea che finora non è stato segnalato alcun caso di Ebola collegato a questa epidemia. La nuova barriera alle frontiere punta dunque a mantenere tale bilancio invariato, intervenendo prima ancora che i passeggeri possano salire a bordo.





