L’Etiopia compie un nuovo passo nel processo di modernizzazione del proprio sistema finanziario aderendo al Pan-African Payment and Settlement System (PAPSS), la piattaforma che punta a semplificare e velocizzare i pagamenti tra i Paesi africani.
L’ingresso della banca centrale etiope nella rete rappresenta un importante sviluppo per una delle principali economie del continente e rafforza gli sforzi di integrazione economica regionale.
Creato per facilitare le transazioni transfrontaliere, il sistema consente a imprese e istituzioni di effettuare pagamenti direttamente nelle rispettive valute nazionali, riducendo la dipendenza da divise estere come il dollaro statunitense. In questo modo vengono abbattuti numerosi costi e si eliminano diversi passaggi intermedi che in passato richiedevano il coinvolgimento di banche corrispondenti situate fuori dall’Africa.
Le dichiarazioni del governatore
Secondo il governatore della banca centrale etiope, Eyob Tekalign, l’adesione alla piattaforma rappresenta una tappa fondamentale nelle strategie del Paese volte a rafforzare i legami economici con il resto del continente e ad aggiornare le proprie infrastrutture finanziarie. L’obiettivo è favorire un ambiente più efficiente per il commercio, gli investimenti e gli scambi economici.
Lanciato nel gennaio 2022 con la partecipazione di appena dieci banche commerciali, il PAPSS ha registrato una crescita costante. Oggi opera in oltre quindici Paesi africani, tra cui Nigeria, Kenya, Zambia, Malawi e Tunisia, e coinvolge più di 150 istituti bancari. Alcune grandi economie del continente, tuttavia, non ne fanno ancora parte, a dimostrazione delle sfide ancora presenti nel percorso verso una piena integrazione finanziaria africana.
La piattaforma è considerata uno strumento chiave anche per sostenere l’Area di libero scambio continentale africana, il grande progetto che mira a creare uno dei più vasti mercati integrati del mondo. Rendere più semplici e meno costosi i trasferimenti di denaro tra Paesi diversi è infatti ritenuto essenziale per aumentare il commercio intra-africano, storicamente inferiore rispetto ad altre regioni del pianeta.





