0

Manovra da 23,5 miliardi, il piano a Bruxelles. Dalle banche 5 miliardi, tagli ai ministeri per 4,7

Il Tesoro punta su famiglie, imprese e difesa. Resta aperto il negoziato con l’Ue sulla flessibilità per le spese militari e l’energia. Pil allo 0,8% nel 2027, deficit al 3,4%
venerdì, 16 Ottobre 2026
4 minuti di lettura

La tanto attesa manovra da 23,5 miliardi per il 2027 è arrivata ieri a Bruxelles, ma per conoscere il contenuto definitivo della legge di bilancio bisognerà, ovviamente, attendere l’esito del confronto con l’Unione europea. Dal punto di vista squisitamente tecnico è stato il Ministero dell’Economia a trasmettere alla Commissione Ue e al Parlamento il «Documento programmatico di bilancio», che mette al centro la tutela del potere d’acquisto delle famiglie, il sostegno alle imprese, il welfare e la difesa, in un quadro economico ancora condizionato dalle tensioni internazionali e dai rincari energetici. Per finanziare gli interventi il Governo conta anche su circa 5 miliardi provenienti dal settore finanziario e su una revisione della spesa dei ministeri da 4,7 miliardi nel triennio 2027-2029. La partita resta però aperta sui margini di flessibilità richiesti per rafforzare le capacità militari e la sicurezza energetica, dai quali dipenderà una parte delle scelte che confluiranno nel testo destinato all’esame parlamentare.

Il contributo delle banche e i risparmi dei ministeri

Una parte delle risorse necessarie arriverà dal settore finanziario, al quale il Documento attribuisce un contributo pari allo 0,21% del Pil nel 2027, destinato a ridursi allo 0,13% nel 2028 e allo 0,10% nel 2029. Il piano prevede inoltre nuove entrate attraverso misure in materia di giochi, con un gettito stimato nello 0,03% del prodotto interno lordo nei primi due anni e nello 0,02% nel terzo, mentre ulteriori coperture saranno individuate nella definizione della legge di bilancio. Accanto alle maggiori entrate, il Tesoro punta a recuperare 4,7 miliardi attraverso la spending review dei ministeri nell’arco di tre anni, con risparmi che avranno un’incidenza dello 0,05% del Pil nel 2027 e dello 0,08% nei due esercizi successivi. Il Documento lega questo intervento a una migliore capacità di programmazione della spesa pubblica, con l’obiettivo di utilizzare le risorse disponibili per finanziare le priorità della manovra.

Famiglie e imprese, le misure contro il caro vita

La protezione dei redditi familiari resta uno dei principali obiettivi indicati dal Governo, che nel Documento richiama espressamente la necessità di sostenere soprattutto i nuclei più fragili, alle prese con gli effetti dei rincari energetici e delle tensioni sui prezzi. Le politiche per la famiglia e la spesa sociale avranno nel 2027 un impatto pari allo 0,21% del Pil, mentre alla sanità corrisponderà una quota dello 0,10% e agli interventi fiscali dello 0,09%, secondo le stime contenute nelle tabelle del Tesoro. Sul versante delle imprese il piano punta a rafforzare la competitività del sistema produttivo e a contenere parte dei costi dell’elettricità, senza trascurare gli investimenti necessari a rendere più sicuri gli approvvigionamenti energetici. Tra le misure previste figurano maggiori contributi per gli impianti fotovoltaici, la promozione del biometano e la riconversione delle strutture a biogas già esistenti, con un impatto complessivo degli interventi destinati alle aziende dello 0,14% del Pil nel 2027, dello 0,18% nel 2028 e dello 0,13% nel 2029.

Difesa ed energia, il negoziato con l’Europa

È soprattutto sulle spese per la difesa e per la sicurezza energetica che si concentra il confronto con Bruxelles. Il Governo intende ricorrere alla clausola di salvaguardia nazionale, che consentirebbe di utilizzare nel 2027 e nel 2028 margini aggiuntivi fino allo 0,3% del Pil ogni anno per il settore militare e altrettanto per gli interventi energetici, con una flessibilità complessiva che potrebbe raggiungere lo 0,6% del prodotto interno lordo in ciascuno dei due esercizi. L’8 ottobre la Commissione europea ha raccomandato al Consiglio di autorizzare l’Italia ad avvalersi della clausola, ma restano da definire le modalità e il perimetro delle spese ammissibili. È anche per questo che il Documento non rappresenta ancora la versione definitiva della manovra: il Tesoro precisa che gli interventi destinati a entrare nel disegno di legge terranno conto dell’esito delle interlocuzioni con le autorità europee.

Per la difesa, intanto, le tabelle indicano un impatto dello 0,19% del Pil nel 2027 e dello 0,20% nel 2028, prima della riduzione allo 0,03% prevista per il 2029.

Ferrovie, scuole e ospedali nel piano degli investimenti

Nel programma trovano spazio anche le infrastrutture, considerate dal Governo una leva per sostenere la crescita economica e rafforzare la capacità produttiva del Paese. Le risorse saranno indirizzate alla rete ferroviaria e al potenziamento di strutture pubbliche, con interventi che interesseranno scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici. Il capitolo infrastrutturale avrà un impatto dello 0,13% del Pil nel 2027, destinato a salire allo 0,15% nel 2028 e a scendere allo 0,04% nel 2029. L’intenzione del Tesoro è mantenere gli investimenti pubblici su livelli elevati anche dopo la conclusione del programma europeo di ripresa e resilienza, con una media prevista del 3,7% del Pil nel triennio, superiore al 2,8% registrato tra il 2000 e il 2019.

Crescita allo 0,8% nel 2027, il deficit risale al 3,4%

Le scelte della prossima legge di bilancio si inseriscono in un’economia che, secondo le stime del Ministero, dovrebbe chiudere il 2026 con una crescita dell’1%, dopo un primo semestre migliore delle attese. Per il 2027 il Governo prevede un aumento del Pil dello 0,8%, seguito dallo 0,9% nel 2028 e da un nuovo 0,8% nel 2029, con consumi e investimenti chiamati a sostenere l’attività economica. Le misure programmate dovrebbero assicurare una crescita superiore di 0,2 punti percentuali nel 2027 rispetto allo scenario senza nuovi interventi e di 0,1 punti nel 2028, ma il ricorso alla flessibilità per difesa ed energia avrà conseguenze anche sui conti pubblici. Dopo il 2,9% previsto per quest’anno, il rapporto tra deficit e Pil dovrebbe infatti salire al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028, per poi scendere al 2,3% nel 2029.

Il Documento conferma l’obiettivo di riportare il disavanzo sotto la soglia del 3% già nel 2026, passaggio necessario per il percorso di uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo, anche se la valutazione definitiva dipenderà dai risultati di bilancio e dalle successive verifiche della Commissione.

Il debito tocca il 138,5%, poi la discesa

Sul debito pubblico peseranno ancora gli effetti dei crediti d’imposta legati ai bonus edilizi degli anni precedenti, che secondo il Tesoro contribuiranno a portare il rapporto con il Pil dal 138,1% del 2026 al 138,5% nel 2027. La traiettoria dovrebbe cambiare dal 2028, quando è prevista una riduzione al 137,9%, fino al 136,6% del 2029, anche grazie al progressivo miglioramento dell’avanzo primario. Le previsioni restano inserite in uno scenario internazionale che il Ministero considera esposto soprattutto ai rischi legati alle tensioni geopolitiche, all’andamento dei prezzi energetici e alle condizioni finanziarie. Nel terzo trimestre del 2026 il gas al mercato TTF olandese ha raggiunto una quotazione media di 63 euro per megawattora, il 48% in più rispetto alla media del primo semestre, mentre il Brent si è attestato a 91 dollari al barile.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Uguali per Costituzione”. Ma con tante difficoltà

Non spera e nemmeno auspica, Ernesto Maria Ruffini ha fede. Da servitore…

“Tassi, serve prudenza”: l’avviso della Banca d’Italia

“La politica monetaria deve essere bilanciata”. Sono state parole chiare…